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27 gennaio 2020, Aggiornato alle 13,26
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Infrastrutture

Cagliari, Adsp cerca terminalista per il porto canale

Autorità portuale della Sardegna lancia bando pubblico. Cinquant'anni di concessione di 1,600 metri lineari di banchina a 2 milioni di euro l'anno

Il porto canale di Cagliari

Il porto canale di Cagliari è ufficialmente sul mercato. Con un avviso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale italiana e dell'Unione europea - e sul sito dell'Autorità di sistema portuale della Sardegna - prende il via oggi la ricerca del nuovo terminalista per rilanciare il traffico container a Cagliari e in Sardegna.

Slide di sintesi dell'Autorità portuale.

La call è internazionale e serve ad affidare una concessione per lo svolgimento dell'attività di movimentazione dei container, la gestione di un compendio costituito da 1,600 metri lineari di banchina (con possibilità di allungamento così come previsto all'interno del Piano regolatore), 16 metri di fondale e quasi 400 mila quadri di piazzale, sul quale sono presenti 6 cabine elettriche, 3 fabbricati destinati ad uffici, mensa, spogliatoi, depositi attrezzature, nonché un Punto di Ispezione Frontaliero. Un pacchetto nel quale si inserisce, su richiesta dell'aggiudicatario della concessione, un parco gru e mezzi per la movimentazione che potrebbero essere messi a disposizione, previo contratto di locazione o di acquisto, dal Consorzio Industriale Provinciale di Cagliari. La concessione non deve superare i cinquant'anni e non può rinnovarsi automaticamente.

L'importo del canone annuale è pari a poco più di 2 milioni di euro, al quale si aggiunge una parte variabile soggetta a riduzione, in dipendenza dei volumi di traffico che il nuovo terminalista registrerà. 

Regione Sardegna e ministero dello Sviluppo economico stanno interloquendo per la riproposizione di un contratto di localizzazione da siglare col nuovo terminalista, finalizzato a sostenere gli investimenti per l'acquisto di nuove attrezzature.

Ulteriori punti di forza per la nuova gestione saranno il collegamento alla Zona economica speciale di oltre 1,600 ettari, per la cui istituzione si è in attesa della firma del Decreto istitutivo; la Zona franca doganale interclusa, sulla quale sono in corso gli interventi di perimetrazione ed infrastrutturazione dei primi 6 ettari; la vicinanza del servizio di bunkeraggio operato dalla Saras, per il rifornimento del carburante alle navi in transito nel Mediterraneo Sud Occidentale. 

La domanda di concessione ex. art 18 della Legge 84/94 dovrà pervenire all'Autorità di sistema portuale della Sardegna entro il 28 febbraio 2020 (la documentazione è disponibile qui) e sarà pubblicata per 60 giorni. Entro tale termine, anche altri soggetti interessati potranno presentare delle istanze in concorrenza o eventuali osservazioni ed opposizioni alla stessa. 

In caso di più proposte, una commissione nominata dal porto si occuperà della selezione. Il criterio prevede di assegnare fino a un massimo di 100 punti suddivisi in: 35 per il Piano operativo e organizzativo, ovvero strategie volte all'incremento dei traffici, piano di sviluppo, qualità e varietà dei servizi offerti; proposte gestionali migliorative, possesso di adeguate attrezzature tecniche ed organizzative idonee a soddisfare le esigenze del ciclo produttivo; 35 per il Piano degli Investimenti (programmi di adeguamento, riqualificazione, manutenzione, potenziamento, miglioramento delle tecnologie; garanzia delle più ampie condizioni di accesso al terminal per operatori ed utenti; sostenibilità ambientale ed innovazione tecnologica); 25 per il Piano Occupazionale, all'interno del quale il nuovo concessionario dovrà garantire un numero di unità lavorative congruo alla concessione, con una premialità per il riassorbimento della maggior forza lavoro proveniente dal cessato terminalista; infine, 5 punti, il criterio di valutazione sulle azioni di promozione all'internazionalizzazione e diversificazione dell'offerta dello scalo portuale.

Per il presidente dell'autorità protuale, Massimo Deiana, è il bando è l'avvio di «una nuova stagione per il rilancio del Porto Canale di Cagliari. Riteniamo sia una stimolazione allettante per il mercato, con l'introduzione di parametri di valutazione che premiano piani industriali improntati alla crescita dei traffici, al riassorbimento della forza lavoro, riduzione dell'impatto ambientale, innovazione tecnologica e promozione del traffico contenitori sui mercati esteri. Oltre ciò, va tenuto in considerazione quello che abbiamo denominato pacchetto insediativo: ZES, Zona Franca Doganale Interclusa, vicinanza all'Hub per il bunker marittimo della Saras, tasse di ancoraggio azzerate. Strumenti in grado di contribuire alla creazione delle migliori condizioni necessarie per un rilancio efficace e rapido dei traffici container nello scalo cagliaritano».