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11 agosto 2020, Aggiornato alle 12,47
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Bruxelles: libertà di movimento per i marittimi

La Commissione europea pubblica linee guida e raccomandazioni. Le operazioni di sbarco e imbarco per i cambi di turno vanno favorite sempre, a prescindere dalla nazionalità

(Issuu)

Andando incontro alle richieste del settore, la Commissione europea ha approvato nuove linee guida per il personale imbarcato a bordo delle navi mercantili, circa 600 mila persone per le sole unità battenti bandiera comunitaria.

Anche se sono solo raccomandazioni, sono molto importanti per gli Stati membri perché stabiliscono dei principi base. In primo luogo, che a prescindere dalla nazionalità, anche extraeuropea, a tutti i marittimi deve essere consentito di spostarsi con tutti i mezzi possibili per raggiungere la nave su cui imbarcarsi, o all'inverso per tornare a casa al termine del turno di viaggio. Dovrebbero essere garantiti tutti gli strumenti, come il VISA, per non fare distinzioni tra extracomunitari e comunitari. 

La libera circolazione dei marittimi è stata la richiesta impellente che nelle ultime settimane gli armatori hanno più volte lanciato a Bruxelles, chiedendo "corridoio aerei" preferenziali. Le compagnie aeree sono infatti praticamente ferme e per i marittimi raggiungere le navi in porti di imbarco lontani è diventato un incubo. In questa situazione, con un lockdown produttivo e limitatissimi spostamenti delle persone in tutto il mondo, i marittimi tendono a superare il periodo di turno di lavoro, di vari mesi, dovendo coprire chi non è riuscito a raggiungerlo per sostituirlo, con conseguenze sull'umore, la concentrazione, lo stress e la capacità di lavorare bene.

Per l'Unione europea devono essere individuati porti strategici dove permettere i transiti, anche ai cittadini non europei, magari tramite VISA speciali per le esigenze specifiche di lavoro. Dovrà tutto essere chiaramente comunicato, in un dialogo continuo tra armatori e autorità locali. Altre raccomandazioni prevedono la sospensione delle attività crocieristiche ma, dall'altro lato, l'esortazione ad assistere in Europa qualsiasi nave che ha bisogno di attraccare, di qualsiasi bandiera, se le ragioni umanitarie lo richiedono. Sono infatti molte le navi da crociera in giro per il mondo partite prima dello scoppio della pandermia e che ora devono riportare l'equipaggio a terra, riportando infine la nave in un porto nazionale.

«L'European Community Shipowners' Association ha lavorato a stretto contatto con la Commissione europea, nsieme alla controparte sociale, l'European Transport Workers' Federation. Con la nostra priorità principale nel benessere dell'equipaggio e dei passeggeri, le linee guida servono certamente come base per i cambiamenti che devono accadere sul campo», ha commentato Martin Dorsman, segretario generale dell'ECSA. Gli armatori, ha continuato Dorsman, «lavoreranno a stretto contatto con le autorità nazionali, per verificare le procedure e trasmettere feedback».

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