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29 settembre 2020, Aggiornato alle 14,57
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Logistica

Blocco autostrade, Laghezza: "Senza i porti liguri si ferma tutto"

Il presidente di Confetra Liguria ritiene che il tessuto produttivo del nord ovest abbia finalmente preso coscienza dell'importanza che hanno gli scali della regione per il flusso delle merci

Alessandro Laghezza

Per il presidente di Confetra Liguria, Alessando Laghezza, esiste solo un aspetto drammaticamente positivo del collasso del sistema logistico ligure: "Forse – dice – per la prima volta in modo conscio e consapevole, il tessuto produttivo del nord ovest d'Italia ha assunto consapevolezza dell'importanza dei porti liguri e del ruolo che svolgono sui flussi di merce da e per le industrie italiane". Laghezza ritiene che la manifestazione che si svolgerà a Genova martedì 21 luglio, assume quindi un significato del tutto particolare, derivante da un sistema che va in default non solo per inefficienze del concessionario, ma anche e soprattutto per precise responsabilità politiche che trovano sintesi "nel goffo tentativo di mettere a posto le cose accelerando in modo paradossale e grottesco le verifiche di sicurezza a viadotti e gallerie e paralizzando il traffico autostradale".

"I danni – aggiunge Laghezza – sono incalcolabili: nel breve si tratta di un tracollo operativo ma ciò che ci preoccupa di più è il futuro: la perdita di immagine e quindi di affidabilità potrebbe incrementare ulteriormente la quota di merci e prodotti che optano per la strada del nord, ovvero per i porti nordeuropei, generando un danno permanente per il sistema logistico ligure e italiano nel suo complesso, oltre che una perdita secca di entrate per l'erario". 

"Subito dopo il crollo del Ponte Morandi – sottolinea il presidente di Confetra Liguria – Genova è stata per i cittadini e per le merci del nord ovest una città irraggiungibile. Poi gli interventi lampo su itinerari alternativi avevano consentito in tempi brevissimi di renderla accessibile e ripristinare la piena funzionalità del porto. Oggi i danni economici e reputazionali causati dal tracollo della viabilità autostradale rischiano di essere ancora maggiori e soprattutto di estendersi al medio-lungo periodo. I provvedimenti per uscire dall'emergenza e dalla crisi devono essere quindi tanto immediati quanto efficaci. Provvedimenti che riguardino la gestione delle ispezioni e delle verifiche infrastrutturali, da compiere nel rispetto e nella garanzia della piena operatività della rete; provvedimenti – conclude Laghezza – che garantiscano una copertura dei danni subiti dal sistema delle imprese costrette a fronteggiare cali di fatturato superiori al 70%, provvedimenti di accelerazione nell'apertura dei cantieri e nell'espletamento dei lavori per la realizzazione di nuove infrastrutture".
 

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