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Porto di Napoli
17 gennaio 2019, Aggiornato alle 14,03
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Politiche marittime

Ballast Water Convention, Ics chiede due anni di proroga

Il nuovo trattamento delle acque di zavorra dovrebbe arrivare nel 2022


Due anni di proroga ancora per attrezzarsi alla nuova Ballast Water Convention in vigore per le navi esistenti dal 2022. Lo chiede il cluster marittimo internazionale, rappresentato dalla Camera di commercio mondiale - l'International Chamber of Shipping (Ics) –, all'International Maritime Organization (Imo). Inoltre, si chiede l'adozione di una tecnologia unica per il trattamento delle acque di zavorra. Lo shipping chiede in sostanza all'ente regolatore, come sempre in questi casi, il tempo necessario per adottare le tecnologie necessarie, considerando il grado di incertezza generale che permea queste decisioni, a cominciare dai contenuti fino alle scadenze. Si chiede più tempo e una tecnologia "certificata" così da uniformare una norma, la Ballast Water Convention, che interesserà oltre 40 mila navi.

L'Ics chiede più tempo non tanto per l'entrata in vigore della Ballast Water Convention (8 settembre). Questa riguarda le navi che verranno costruite a partire dal 2017. L'Ics chiede invece una proroga per le navi esistenti, su cui il Ballast entrerà in vigore a partire dal 2022: si chiede quindi un rimando al 2024. La ragione è che, secondo i calcoli di Ics, «pochissime» sono le navi equipaggiate con i sistemi di pulitura richiesti, a causa delle incertezze sull'entrata in vigore della Ballast (il tonnellaggio minimo richiesto dagli Stati approvatori è stato raggiunto pochi mesi fa). 

Si chiede un sistema "certificato" Imo che permetterebbe agli armatori «di identificare e investire in tecnologie più robuste a vantaggio dell'ambiente marino», afferma il segretario generale dell'Ics, Peter Hinchliffe. La questione posta dalla Camera di commercio internazionale potrebbe avere una risposta presto, nel corso della prima settimana di luglio, quando l'Imo si riunirà a Londra per il Marine Environment Protection Committe. Una decisione «critica» secondo Hinchliffe, che avrà un impatto su circa 40 mila navi.

Nello specifico, oltre a Icsa, a chiedere la proroga per le navi esistenti sono Brasile, India, Norvegia, Regno Unito, Isole Cook, Libera e Italia. 

Le acque di zavorra sono rigidamente controllate da regole internazionali, stabilite dall'Imo, che hanno lo scopo di limitare l'impatto che il carico e scarico di acque provenienti da altre parti del mondo possono avere sugli ecosisistemi. Prevedono standard di pulizia dei serbatoi, del trattamento e del filtraggio delle acque di zavorra. L'8 settembre arriverà un pacchetto di norme dell'Imo che le irregimenta in un'unica Convenzione. Tra queste, c'è il rinnovo dell'Oil Pollution Prevention.