|
napoli 2
08 luglio 2020, Aggiornato alle 20,29
intersped 2

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

unitraco2
Cultura - Eventi

Bagnoli, al Circolo Ilva i progetti di rigenerazione

Venerdì 10 gennaio presentazione pubblica e premiazione dei lavori prodotti a seguito del bando Ilva 110


di Osvaldo Cammarota*

Dopo trent'anni di attesa, oltre i pur necessari studi, i dibattiti, le discussioni e gli annunci, la comunità di Bagnoli chiede azioni efficaci di contrasto al progressivo degrado urbano, civile e sociale che peggiora ogni giorno le condizioni di vita nel territorio. Una domanda di operatività la esprime il Circolo Ilva Bagnoli con una forma inedita e innovativa. In occasione dei suoi 110 anni di vita, ha promosso un avviso pubblico per ricercare soluzioni capaci di coniugare sviluppo e sostenibilità sociale. Capitale Sociale e Territorio: è questo il tema su cui ben sette gruppi interdisciplinari di progettazione - di cui uno persino da Barcellona - hanno prospettato soluzioni che possono avviare la riqualificazione urbana e sociale, attuare la rigenerazione del territorio con l'apporto del suo capitale umano. 

La domanda viene da una delle realtà associative più antiche e moderne del territorio. Nello spazio affidato al Circolo Ilva, infatti, si registrano oltre 184.000 presenze medie annuali di persone, anche diversamente abili, che svolgono attività sportive, culturali, ricreative, opere di solidarietà sociale e tante altre iniziative che sostanziano il valore sociale ed economico di questa realtà. Il lavoro volontario e il contributo finanziario di 1.800 associati hanno, finora, impedito che una parte del più ampio territorio dell'ex Italsider di Bagnoli precipitasse nel degrado e nell'abbandono in cui versa l'area circostante. Cosa accadrà nei prossimi trent'anni che - più o meno - sono previsti per attuare il Piano per Bagnoli? Si può cancellare questa realtà senza avere certezza di produrre risultati di analogo valore?

Le generazioni nate negli anni in cui è stata chiusa la fabbrica hanno già trent'anni, vivono in condizioni lavorative precarie e incerte, spesso ricorrono all'aiuto dei padri. Nel frattempo si arrangiano come possono, esposte al rischio di essere gravitati in circuiti di attività informali, irregolari; in abusivismi di ogni genere che segnano, appunto, il degrado, la marginalità sociale ed economica del territorio.

Non può essere questo il destino di uno dei luoghi più belli e (retoricamente) celebrati della regione. Con la sua iniziativa il Circolo Ilva Bagnoli chiede di rigenerare il territorio con la cultura del Lavoro, della Solidarietà e della Inclusione Sociale e propone soluzioni per farlo in tempi storici e non biblici. Il tema va ben oltre il caso particolare e pone quesiti stringenti alle Istituzioni di governo, al mondo dell'economia, della cultura urbanistica, dell'impresa. La sfida è realizzare programmi integrati di sviluppo, in tempi sostenibili. Forse può aiutare un approccio di tipo sistemico-evolutivo, cioè la progressiva attuazione di interventi realizzabili nel breve, medio e lungo termine. Forse può essere utile applicare questo metodo nei Sistemi Territoriali di Sviluppo, quello flegreo e negli altri che compongono il territorio regionale, ma su questo ci saranno luoghi, tempi e modi per discuterne.

Intanto il 10 gennaio (dalle 10,30) il Circolo Ilva Bagnoli presenterà i risultati della ricerca-azione promossa. Bagnoli non è l'unico territorio in cui le risorse endogene disponibili non producono ricchezza né benessere sociale commisurate al loro valore. Ma questa può essere definita una periferia di lusso che offre risorse rare. Qui, tra l'altro, la grande fabbrica ha sedimentato democrazia, civiltà e solidarietà sociale, con sostegni concreti dati alle comunità locali per la casa, la sanità, i trasporti, l'infanzia, le famiglie con disabili. È una storia che continua. Si può far qualcosa per valorizzare questo Capitale Sociale? Oggi, da questi sedimenti, viene un esempio di resilienza, per reagire alla crisi socio-economica e anche ai danni ambientali che lo stesso insediamento industriale ha prodotto. Uno stile che solo la cultura del lavoro può esprimere: idealità e concretezza.

*Operatore di sviluppo territoriale e Consigliere X Municipalità
(articolo originariamente pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno)
 

Tag: bagnoli