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Automotive, ECG: "Il digitale ci salverà dalla Brexit"

Gli operatori dei veicoli logistici temono un'uscita senza accordo del Regno Unito dall'Ue. Ma la serietà dei tedeschi dovrebbe tamponarne gli effetti

(blog.tras-auto.it)

L'impatto della Brexit sull'industria automobilistica europea rischia di essere particolarmente grave, non solo dal punto di vista della produzione ma soprattutto della distribuzione. La logistica delle auto è strettamente integrata da un punto di vista economico, normativo e tecnico nel mercato europeo. La produzione è un settore estremamente complesso con una rete di produzione integrata che ha il suo centro a Zeebrugge, in Germania. I produttori europei gestiscono più di 300 impianti di assemblaggio e produzione in tutto il continente, di cui 30 nel Regno Unito, dove vengono realizzati sia motori che veicoli. 

La Brexit è stata al centro dell'ultimo incontro organizzato da ECG a Zeebrugge con oltre 80 tra fornitori di servizi logistici, produttori di automobili, operatori portuali, funzionari doganali, tra gli altri.

Erik Jonnaert, segretario generale dell'European Automobile Manufacturers Association, ha sottolineato l'importanza cruciale di un quadro normativo stabile per salvaguardare la competitività e gli investimenti futuri. «Un no-deal sarebbe catastrofico», ha detto. Il sistema di produzione just in time (ovvero una produzione che rispecchi i consumi, detta logica pull, che ha soppiantato il vecchio metodo, logica push, basato sullo stock di produzione), così vitale per l'industria automobilistica, sarà indubbiamente influenzato dai controlli alle frontiere e dalla congestione dei porti. In generale, questo settore spera che la digitalizzazione riduca al minimo le interruzioni previste dai tempi di attesa e dalle formalità doganali. 

Non vi è dubbio che costi e capacità degli scambi Ue-Regno Unito saranno influenzati dalla Brexit, soprattutto in uno scenario senza accordo. L'autorità portuale di Zeebrugge, per esempio, attraverso l'utilizzo della piattaforma di condivisione dei dati RX/SeaPort, ha pianificato processi fondati sulla trasparenza e l'efficienza per cercare di tamponare gli effetti sulla libera circolazione delle merci. In generale, gli operatori sono fiduciosi sulla capacità organizzativa dei tedeschi e considerano il porto di Zeebrugge un riferimento solido. I rappresentanti dell'amministrazione delle dogane e delle accise hanno detto che aumenteranno del 12 per cento il personale per far fronte alle ulteriori richieste di trattare con il Regno Unito come paese terzo.

Nuovo board per ECG
Qualche giorno dopo la riunione di Zeebrugge, l'associazione europea dei veicoli logistici, ECG, ha rinnovato il suo consiglio, eletto il 23 maggio nel corso dell'assemblea generale tenutasi a Sorrento e che ha visto la partecipazione di quasi 200 delegati.

Composto da 15 membri, il nuovo consiglio ha un mandato di un anno e vede l'ingresso di tre nuovi membri: Serge Agneray (Groupe Charles André), Jordi Casals (Bergé) e Xavier Vazquez (Noatum Maritime Automotive).

Il presidente di ECG, Wolfgang Gobel, e il vicepresidente Bjorn Svenningse sono nel secondo anno del biennio di mandato. René Eisbrich, presidente del gruppo di lavoro sulla qualità, si è dimesso ed ECG lo ha salutato «calorosamente per il suo impegno e servizio».

Gli altri membri del consiglio nuovamente eletti sono: Marc Adriansens (ICO); Costantino Baldissara (Gruppo Grimaldi); Michael Bünning (BLG Automobile Logistics); Krzysztof Dakowicz (Adampol); Mats Eriksson (Axess Logistics); Jean-Michel Floret (Groupe CAT); Ömer Gürsoy (Me-Par); Mark Hindley (BCA); Christian Lang (DB Cargo Logistics); Paul Steininger (Hödlmayr International AG).

Tag: ecg - automotive