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22 novembre 2019, Aggiornato alle 15,25
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Politiche marittime

Assoporti, Rossi: "Vogliamo coordinare le authority"

L'associazione rilancia il suo ruolo tecnico, da consulente del ministero dei Trasporti

Daniele Rossi

Un ruolo tecnico, più che politico, anche se non è mai chiaro - in qualsiasi ambito si facciano cadere questi sostantivi - quale sia la differenza. La cosa certa è che si tratterebbe di consulenza legislativa, regolativa, più che di attività di rappresentanza pura. Il presidente di Assoporti, Daniele Rossi (anche presidente del sistema portuale di Ravenna), delinea così il futuro dell'associazione dei porti italiani, criticata nelle scorse settimane da diversi dirigenti delle authority portuali come un ente che si ritrova a non avere più un ruolo definito dopo tre anni dalla riforma dei porti che ha creato nuovi soggetti con le stesse funzioni, come la Conferenza delle autorità portuali, che al momento si è riunita raramente.

«Assoporti non ha alcun ruolo politico e sempre di più vuole essere un organo tecnico a supporto del ministero dei Trasporti per coordinare l'azione delle autorità portuali», spiega Rossi. «Dobbiamo rilanciare - continua - una fase di ricomposizione del cluster marittimo, di mediazione tra gli interessi. Personalismi e visioni particolari riducono il peso del settore nei confronti delle istituzioni politiche e dei decisori».

«I presidenti delle Autorità Portuali hanno discusso ampiamente nei mesi scorsi il ruolo che l'associazione dovrà avere in futuro ed hanno condiviso il percorso che stiamo implementando», conclude Rossi, riferendosi al cambiamento di statuto di fine luglio, che introduce quattro vicepresidenti a rappresentare quattro macroaree portuali del Paese, e all'ipotesi di nominare un presidente per concorso pubblico anziché sceglierlo, come da prassi, tra i presidenti delle autorità di sistema portuale.

Tag: assoporti