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16 agosto 2019, Aggiornato alle 11,49
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Politiche marittime

Assoporti prova a cambiare i connotati

L'assemblea modifica lo statuto e introduce quattro vicepresidenti per quattro macro-aree. Ipotesi presidente esterno, magari per concorso

Daniele Rossi

Quattro vicepresidenti a rappresentanza di quattro macro-aree portuali italiane e l'ipotesi di un presidente esterno, non a capo di un porto, magari nominato dal ministero dei Trasporti sulla base del curriculum - com'è stato per i 15 presidenti delle Autorità di sistema portuale (Adsp) - o incaricato per concorso pubblico. Assoporti prova a cambiare i connotati. L'obiettivo è «rendere più efficiente l'attività associativa, affrontare i numerosi cambiamenti in atto e assicurare la rappresentanza di tutte le realtà portuali italiane». L'assemblea dei presidenti delle Adsp ha deliberato lunedì una proposta di modifica dello statuto di Assoporti. La nuova struttura dell'organismo di rappresentanza dovrà essere composta dal presidente con a fianco quattro vice presidenti rappresentativi delle macro-aree geografiche del Paese, più il segretario generale a seguire l'attività amministrativa dell'associazione.

«Un momento importante per la ricostruzione dell'unitarietà del sistema portuale italiano, ed è testimonianza della volontà delle Adsp di affrontare le criticità attuali in modo coeso e con spirito propositivo», ha detto il presidente di Assoporti, Daniele Rossi.

L'associazione sottolinea che il nuovo statuto riflette le indicazioni espresse da tutte le Adsp ed è il risultato di un'ampia condivisione degli obiettivi dell'associazione, che guarda avanti nonostante le decise critiche, non della prima ora, dell'ex presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, uscito dall'associazione nel 2018.

Tag: porti - assoporti