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25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
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Politiche marittime

Artico, Ue chiede norme più severe per salvare l'ecosistema

Con lo scioglimento della calotta polare si aprono nuove rotte di navigazione, ma aumentano i rischi per l'ambiente


La scorsa settimana il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza (483 sì, 100 no e 37 astensioni) una risoluzione non vincolante con cui si chiedono norme per salvaguardare l'ecosistema dell'Artico evidenziando che i cambiamenti climatici stanno creando nuovi problemi ambientali e di sicurezza, dato che con lo scioglimento della calotta artica si aprono nuove rotte di navigazione e nuove zone di pesca e aumenta la competizione per le sue risorse naturali.

I deputati, riferisce l'Agenda Confitarma, evidenziano che l'Artico si sta riscaldando a velocità doppia rispetto alla media mondiale e che il mare ghiacciato è diminuito in maniera significativa, al punto da essere circa il 40% più piccolo rispetto all'estate di 35 anni fa. Oltre a ribadire che "il vulnerabile ambiente artico e i diritti fondamentali dei popoli indigeni devono essere rispettati e protetti con salvaguardie più rigorose", i deputati chiedono di vietare trivellazioni petrolifere nelle acque ghiacciate artiche dell'Ue e del SEE (Spazio economico europeo) e di bloccare l'uso di olio combustibile nei trasporti marittimi nel Mar Artico.

Se ciò non fosse possibile, la Commissione dovrebbe creare delle norme che proibiscano l'uso e il trasporto di olio combustibile (HFO) su navi dirette verso i porti dell'Ue. I deputati evidenziano la crescente presenza di forze armate russe nell'Artico, che dal 2015 "hanno fondato almeno 6 nuove basi a nord del Circolo Polare Artico, inclusi 6 porti in acque profonde e 13 aerodromi". Inoltre, è crescente l'interesse della Cina per nuove rotte commerciali e risorse energetiche.