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22 febbraio 2019, Aggiornato alle 16,38
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Politiche marittime

Archeologia, quando i percorsi subacquei si ricostruiscono

Tornano sott'acqua gli antichi manufatti che erano stati portati a terra. L'ultimo esempio in Bretagna


Percorsi subacquei archeologici ricostruiti per ritrovare il fascino dell'antico naufragio con i manufatti che, in un primo momento, erano stati portati a terra. Ce ne sono già diversi nel mondo, soprattutto tra Italia, Francia e Spagna.

Un nuovo itinerario di questo tipo, ci informa il blog dell'archeologo Michele Stefanile, si è recentemente aggiunto alla lista: nell'anse du Stole, in Bretagna, a pochi chilometri dall'uscita del porto di Lorient, sono state ricollocate in acqua quattro grosse ancore ottocentesche, recuperate quattro anni fa a oltre 180 chilometri di distanza, nella baia di Saint Malo.

I reperti, disposti sul fondale a una profondità massima di 9 metri (che si ridurranno a 3 nei minimi di marea, qui particolarmente forte), sono da qualche mese accessibili a sub e apneisti, e intendono ricreare la situazione tipica dei porti bretoni nel XVIII e XIX secolo, quando grandi ancore venivano lasciate nelle baie per fungere da corpi morti.