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01 luglio 2022, Aggiornato alle 18,27
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Cultura

Archeologia, a Pozzuoli il bradisismo consente nuovi ritrovamenti

Intervista di Ciro Biondi a Vincenzo Gaudino, autore di importanti scoperte sopra e sotto il mare flegreo


di Ciro Biondi

I campi Flegrei riservano sempre nuove scoperte archeologiche. Gli effetti del bradisismo ascendente degli ultimi anni hanno consentito l'emergere di nuovi elementi architettonici sul tratto di costa. In modo particolare sono evidenti i cambiamenti sul tratto che va da Pozzuoli a Bagnoli. Qui nei primi anni Settanta parte del lungomare è stato coperto dalla loppa, materiale di scarto della vicina acciaieria dell'Italsider. Adesso l'innalzamento della terra e l'azione dei marosi stanno sgretolando la costa mettendo in luce persistenze archeologiche.

Vincenzo Gaudino è uno studioso dei Campi Flegrei. Autore di libri e articoli sulla storia locale, è autore di alcune importanti scoperte archeologiche subacquee. Tra queste si ricorda il rinvenimento del frammento di stele egizia in dorite del Sudan. Sulla pietra scura sono evidenti i geroglifici che fanno del reperto una delle testimonianze del ruolo che Pozzuoli e Baia rivestivano nel periodo imperiale. La stele fu rinvenuta da Gaudino nel 1985 a Punta dell'Epitaffio, a Baia. Oggi il prezioso reperto fa bella mostra di sé in una teca della raccolta egizia del Museo Archeologico di Napoli. Gaudino è anche un attento osservatore dei cambiamenti del territorio. E da recenti sopralluoghi ha riscoperto alcuni segni del passato.

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