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14 maggio 2021, Aggiornato alle 20,04
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Armatori - Infrastrutture

Ammoniaca e navi, accordo tra Lloyd's Register e Maersk

Svilupperà insieme a Man, Mitsubishi, Nyk e Total, linee guida per stoccare in sicurezza il carburante


Il gruppo danese Maersk ha firmato nei giorni scorsi un nuovo accordo con Lloyd's Register Maritime per sviluppare l'ammoniaca come propellente navale. Rientra in una cordata che vede Man Energy Solutions, Mitsubishi Heavy Industries, NYK Line e Total. Non è l'unica collaborazione esistente in questo campo, ce n'è un'altra che vede sempre il Lloyd's Register come capofila (("The Castor Initiative") e che ha portato poco più di un mese fa alla certificazione della prima nave. Inoltre, un'altra vede collaborare il registro di classificazione italiano Rina e lo Shanghai Merchant Ship Design & Research Institute.

Maersk, tramite il Maersk  Mc-Kinney Møller Center for Zero Carbon Shipping, collaborerà per fornire linee guida specifiche. Con l'ammoniaca le emissioni inquinanti sono quasi azzerate ma è una sostanza altamente tossica da stoccare, per cui la sfida tecnica principale consiste nel trasportarla in sicurezza. Verrano perciò studiati, tra le altre cose, i rischi per la salute, per i serbatoi e in generale per l'inclumità della nave.

«Lo shipping ha bisogno di collaborazione se vuole raggiungere con successo gli obiettivi 2050 dell'IMO. Questa collaborazione è una pietra miliare significativa. Non vediamo l'ora di lavorare con i partner del progetto, ognuno dei quali rappresenta diverse aree della catena di fornitura, nello sviluppo di linee guida, nelle misure di mitigazione del rischio e nelle migliori pratiche sull'uso dell'ammoniaca in modo da poter supportare l'assorbimento sicuro del carburante», commenta Charles Haskell, manager del Lloyd's Register Decarbonisation Program.

Rispetto all'idrogeno, l'ammoniaca è più facile da gestire. Prodotta mediante elettrolisi dell'acqua, è più densa dell'idrogeno e a parità di peso contiene più combustibile. Richiede molecole più facilmente reperibili in natura per essere sintetizzata e liquefa a otto atmosfere di pressione mentre l'idrogeno deve raggiungere i 160 gradi sottozero e richiede più pressione. In campo navale si pone quindi come combustibile alternativo all'idrogeno.

Tag: ambiente