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24 settembre 2018, Aggiornato alle 13,36
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Cultura

Aldo Marletta e la vera storia dell'istruzione nautica

Ritratto inedito del preside e insegnante recentemente scomparso


di Silvestro SanninoDL News

 

Il preside professor Aldo Marletta non è più tra noi terreni. E' andato via ad abitare dimore più amene dopo una vita spesa nella Scuola e per la Scuola. Se ne è andato in punta di piedi, senza clamori, ma ha lasciato un'eredità preziosa alla comunità nautica fatta di competenza scientifica e didattica, di dedizione alla scuola, di uno stile di vita pedagogico e civile specialmente verso gli alunni che continuava a chiamare "carusi" per le Sue origini siciliane.

 

Negli anni '80 abbiamo avuto molte occasioni di lavorare insieme, specialmente per elaborare e sostanziare il progetto "Orione", il progetto di sperimentazione "assistita" ideato dal direttore Generale Emanuele Caruso e coordinato dagli ispettori centrali A. Fichera e M. Albin coadiuvati da un gruppo di studio formato da ispettori, presidi e qualche docente. Il progetto aveva la finalità di adeguare i piani di studio ed i programmi sia alla evoluzione tecnologica, sia alle indicazioni che emergevano in sede IMCO, poi IMO, dopo la STCWS ‘78. Allo scopo furono organizzati diversi seminari residenziali di studio (Ostuni, Imperia, Ancona, Torre del Greco, Roma, Santa Margherita Ligure etc).

 

Spesso, dopo cena, ci si attardava a discutere delle discipline di studio, dei loro contenuti e delle relative finalità pedagogiche, didattiche e professionali. Un tema di particolare interesse del  preside Marletta, sempre pensoso, attento e profondo nelle riflessioni, e mio, era la ricerca di una funzione e di un ruolo più ampio e più efficace nel settore specifico dell'insegnamento delle materie elettriche e dei problemi connessi all'automazione navale; tema molto sentito in quel tempo in cui la condotta della navigazione subiva forti sconvolgimenti anche per l'avvento del computer a bordo.

 

In un'esperienza fatta presso la Selenia, sulla base della banca dati dei guasti dei radar più frequenti, si era potuto desumere che alcuni guasti dei sistemi potevano essere fronteggiati dal personale di bordo con un breve tirocinio di una settimana diretto agli ufficiali; una esperienza che al tempo veniva condotta anche in Olanda dalla società Holland America Line, e questo sollecitava il nostro interesse ed il nostro impegno. Forse sarebbe il caso di realizzare un pamphlet riportando brevi biografie di queste figure professionali che hanno dato contributi rilevanti all'istruzione nautica italiana e tra i primi nomi che vengono alla mente sono: Masdea, Venbacher, Denegri, Capasso, Baistrocchi, Sorrentino, Caocci, Severino, Fichera, Russo A., Flora, Spanò, Albin, Ciampa, Nicola Valerio, Marletta.