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18 settembre 2020, Aggiornato alle 20,19
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Eventi

Agenti marittimi, tra nuovi mestieri e nuove vie della seta

L'analisi del mercato di Duci. Container meglio del trasbordo, il quale deve ancora trovare il porto di riferimento


La 68esima assemblea Federagenti - 40esima dall'entrata in vigore della legge professionale (che oggi necessita di una rivisitazione secondo il presidente dell'associazione Gian Enzo Duci) - verrà ricordata per due annunci importanti: la nomina degli ultimi tre presidenti delle quindici Autorità di sistema portuale e la proposta di Nobel per la Pace alla Guardia Costiera. Per il resto Duci ha indicato alcune priorità precise in un mercato in continuo cambiamento, oggi caratterizzato dalla Belt and road initiative, o "nuova via della seta", il programma decennale (e molto ambizioso) della Cina per sviluppare le via di trasporto terrestri e marittime tra Asia ed Europa.
 
Container meglio del trasbordo 
Nel mercato container, spiega Duci, i porti italiani di destinazione finale hanno avuto performance in questi anni superiori al Pil del paese, mentre per quelli di trasbordo si pone probabilmente il problema di selezionarne uno solo e sperare concretamente sulla ripresa del mercato e della velocità di esercizio delle navi. Nel mercato delle navi che trasportano carichi liquidi Federagenti ha auspicato la definizione di una strategia che risponda alle trasformazioni di un mercato che ha visto in questi anni lo spostamento delle attività di raffinazione direttamente nei paesi produttori. Infine, per quanto riguarda la riforma portuale, Duci ha evidenziato i rischi connessi con quella che ha definito "la stampella Delrio": nel sottolineare lo sforzo e l'attenzione del ministro e del suo staff alle tematiche del settore marittimo e portuale, il presidente Duci ha paventato i pericoli connessi con un futuro cambio di governo focalizzando l'attenzione sulla necessità urgente di potenziare la struttura del ministero con la creazione di una Direzione porti e logistica.
 
Agenti marittimi camaleontici 
In conclusione, il presidente di Federagenti ha sottolineato come la categoria degli agenti e raccomandatari marittimi sia tutt'altro che una razza in estinzione, piuttosto realista. Non appena nei porti la legge di riforma del ‘94 ha cambiato le regole del gioco, alcuni fra i maggiori agenti marittimi sono stati i primi a trasformarsi in terminalisti. Nel settore della grande nautica, le più moderne marine per grandi yacht sono nate su iniziativa di agenti e anche la multinazionale del management delle navi è figlia di un'agenzia marittima di Genova. Prove tutte di una «capacità camaleontica» degli agenti marittimi di trasformarsi, adattarsi ai tempi e al mercato e di svolgere un ruolo strategico anche per la sicurezza economica del sistema paese.