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20 settembre 2018, Aggiornato alle 12,53
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WEC, "Nel 2040 un terzo dell'energia andrà a gas"

Lo prevede il World Energy Council, sulla base della crescita della domanda. L'Italia ha iniziato da poco a regolamentare la realizzazione di centri di produzione, stoccaggio e consumo. I dati della "ConferenzaGNL"


a cura di Paolo Bosso
 
Nel giro di pochi decenni il gas naturale liquefatto sarà una componente energetica di un certo peso. Lo dicono ricerche eterogenee fra loro che spaziano dalla produzione al trasporto, dallo stoccaggio alla raffinazione, fino al consumo. E lo dice la logica, di fronte agli sforzi per utilizzare combustibili alternativi al petrolio. «Nel 2040 il gas naturale liquefatto (lng) soddisferà un terzo del consumo energetico mondiale», afferma Paolo D'Ermo, segretario del World Energy Council nel corso della "ConferenzaGNL", in corso di svolgimento fino a domani alla Mostra d'Oltremare di Napoli. Un dato che tiene conto del rapporto tra domanda e offerta, attualmente equlibrato vista la bassa richiesta, destinata però ad aumentare nei prossimi decenni.

Il livello indicato da D'Ermo è notevole se si considera che attualmente il consumo di lng si attesta su un quinto del totale. Negli anni per le navi la possibilità di usare lng al posto del bunker si fa sempre più concreta, se non necessaria in alcune zone del mondo, man mano che l'International Maritime Organization alza l'asticella della qualità della raffinazione. Nel 2020, infatti, entreranno in vigore nuovi regolamenti mondiali sul livello massimo di zolfo che le unità mercantili di tutto il mondo possono emettere.

Per l'Italia il punto di partenza per lo sviluppo dell'lng è l'articolo 18 del decreto legislativo 257 del 16 dicembre 2016 che nei prossimi anni stabilirà modi, tempi e costi di realizzazione di centri di produzione, stoccaggio e consumo del gas liquefatto. La Conferenza delle regioni lo ha approvato il 6 aprile corso, evento che ha dato l'inizio al processo di regolamentazione regionale. «Ma bisogna ancora lavorare per ridurre i tempi dei permessi alla costruzione di impianti», commenta Michele Gervasio, responsabile GNL per l'azienda di fornitura e trasporto Polargas. 

Attualmente in Italia c'è una frammentazione tra Nord e Sud, con il primo che inizia ad equipaggiarsi con utenze off-grid, distributori e mezzi, e il secondo ancora al palo. Ci sono utenze in Trentino, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Toscana e Sardegna; distributori nelle Marche e nelle sovracitate Regioni. Zero nel Mezzogiorno. Per quanto riguarda i rigassificatori, attualmente ci sono due studi di fattibilità a La Spezia (a terra) e al largo delle coste di Livorno e Rovigo. L'Autorità portuale del Tirreno centrale vorrebbe lanciare entro l'anno una manifestazione d'interesse per la realizzazione di un punto di stoccaggio e rifornimento nel porto di Napoli, sarebbe il primo del Sud. L'idea dell'authority guidata da Pietro Spirito riguarda un'infrastruttura modulare da "smontare" e "rimontare" a seconda delle esigenze. «Il vero nodo in questa fase di sviluppo è logistico, ovvero l'approvvigionamento», spiega Riccardo Piccolo, LNG sales manager per l'Italia e la Svizzera di Ham Italia. «Marsiglia è il principale importatore per noi – continua -, stiamo parlando di quasi mille chilometri da Roma. In termini economici e gestionali è senza dubbio il problema principale che limita maggiormente la diffusione di questo prodotto, specialmente nel Centro e Sud Italia».
 
Nella foto, un centro di rifornimento in Qatar

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