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03 ottobre 2022, Aggiornato alle 18,36
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Politiche marittime

Vertenza Wartsila Trieste, tribunale accoglie ricorso sindacale

Ora l'azienda finlandese dovrà per forza avviare una trattativa con i 450 lavoratori in esubero, dopo l'annuncio della delocalizzazione a luglio

(Trinidad-News.com/Flickr)

Il giudice del lavoro del tribunale di Trieste ha accolto il ricorso dei sindacati - e indirettamente anche della Regione Friuli - contro il licenziamento di 451 dipendenti dello stabilimento Wartsila di San Dorligo della Valle, in provincia di Trieste, storico centro di produzione di motori navali. Accolta la richiesta dei rappresentanti dei lavoratori, secondo i quali il licenziamento comunicato a luglio scorso dell'azienda finlandese fosse stato fatto senza preavviso e quindi senza confronti tra le parti, in violazione del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici. Secondo il tribunale di Trieste la condotta dell'azienda è stata finora «antisindacale» e la procedura di licenziamento è stata quindi annullata. Dopo i tentativi di mediazione di inizio settembre del ministero dello Sviluppo economico (che non hanno portato a particolari risultati), ora Wartsila dovrà avviare un tavolo con i lavoratori.

Wartsila non ha deciso di chiudere il centro produttivo di San Dorligo della Valle ma di spostare la produzione dei motori in Finlandia, a Vaasa, lasciando in Italia i servizi: il management, l'assistenza, la formazione e la vendita. Ciò non toglie che per gli operai ciò comporterebbe, come annunciato dall'azienda, 450 esuberi complessivi - che sommati all'indotto potrebbero essere superiori alle 700 persone - il 46 per cento della forza lavoro complessiva, pari a circa 970 persone.

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