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18 settembre 2018, Aggiornato alle 16,23
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Venezia, Federagenti: "Le crociere sono sostenibili"

Gli agenti marittimi veneti sottolineano la questione tecnica, non ambientale, delle grandi navi in Laguna. Duci: "Venezia è geneticamente marittima"


«Dalla lettura della nota del ministero dei Trasporti e delle parole del ministro Toninelli, arrivano indicazioni che riconfermano, se necessario, che il traffico crocieristico può essere gestito nella Laguna di Venezia grazie a impatti ambientali marginali». Così Alessandro Santi, presidente delll'Associazione Agenti Raccomandatari e Mediatori Marittimi del Veneto (iscritta a Federagenti) interviene sulla questione della gestione del traffico crocieristico nel porto di Venezia. «L'allarme sull'impatto turistico è, numeri alla mano, infondato: i crocieristi rappresentano, infatti, una percentuale inferiore al 5 per cento del totale dei turisti che invadono ogni anno Venezia». Per contro, «un'ipotesi folle di azzeramento delle crociere su Venezia – sottolinea Santi – rischia di innescare un effetto domino devastante con la perdita di più di 4 mila posti di lavoro nella sola città di Venezia, ma anche con effetti paralleli sugli altri porti dell'alto Adriatico».

«Venezia, è il caso di ricordarlo – aggiunge Gian Enzo Duci, presidente Federagenti – trae la sua ragione storica di esistere dal fatto di essersi sviluppata come una città porto, come un emporio delle genti. Negare l'esistenza di questo codice genetico portuale e marittimo, significa condannare la città a un ruolo passivo di città museo».

L'attenzione si è spostata – afferma Alessandro Santi – dall'analisi dell'impatto tecnico, ambientale e di sicurezza della navigazione alla sostenibilità turistica che, secondo il ministero, sarebbe la vera motivazione per bandire le grandi navi da crociera da Venezia, restringendo ulteriormente le modalità di accesso alla stazione marittima della città. Sgombrato il campo, quindi, «da falsi miti sull'impatto ambientale, sulla sicurezza e sul moto ondoso, è ora indispensabile la messa a punto di un piano Venezia che contenga indicazioni precise sulla conservazione del traffico crocieristico in città».

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