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Porto di Napoli
17 gennaio 2019, Aggiornato alle 14,03
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Un'agenda 2030 per le città  portuali del mondo

L'Aivp invierà all'Onu uno schema in dieci punti per rendere più vivibili i porti e gli abitanti che si trovano intorno


Un'Agenda 2030 da inviare all'Onu con dentro 10 pilastri su cui costruire le città portuali. Lo consegnerà l'Association Internationale Villes et Ports (Aivp), maturando un percorso iniziato nel 2016 con la conferenza mondiale di Rotterdam e conclusasi due anni dopo con la sedicesima edizione, tra l'11 e il 14 giugno, a Québec City. Tra i casi di studio dell'evento, il porto di Venezia.

Il documento verrà inviato alle Nazioni unite alla fine del 2018, facendolo rientrare nel Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo. All'evento del Quebec hanno partecipato 350 persone provenienti da 45 paesi, tutti coinvolti in qualche modo con le città portuali: urbanisti, istituti culturali e commerciali, aziende, accademici, autorità. Quattro giorni di discussioni con gli stakeholders delle città portuali che si sono cimentati in laboratori e seminari, oltre ad aver ascoltato 12 relazioni in platea.

Waterfront, emissioni, educazione civica portuale, digitalizzazione dei trasporti. Sono stati questi gli argomenti più importanti. Il tema principale – con il claim next generation – ha riguardato lo sviluppo delle città portuali come responsabilità civica. Sono state presentate e discusse le realtà dei porti, tra gli altri, di Vancouver, Douala (Camerun), Saguenay (Canada), Le Havre, Quebec, Venezia, Rotterdam, New York, Boston, Bahia Blanca (Argentina), Singapore, Pointe-Noire (Congo), Durban (Sudafrica), Busan, Ningbo, Sidney.