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23 giugno 2021, Aggiornato alle 09,29
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Politiche marittime

Un viceministro con delega ai porti. La proposta di Federlogistica-Conftrasporto

Senza un regolamento unico sulle concessioni, il conflitto tra ente pubblico e imprese è ciclico, come dimostra lo sciopero di Genova


La governance dei porti italiani è limitata alla gestione ordinaria, perché un'attività in prima linea negli investimenti, nel controllo, nella vigilanza, finisce nella maggior parte dei casi in conflitti tra ente pubblico e imprenditori. Mancando un regolamento definitivo sulle concessioni, gli spazi grigi tra le norme rendono più difficile alle autorità portuali una gestione del demanio pulita, senza ingerenze dei privati. Lo denuncia Luigi Merlo, presidente di Federlogistica-Conftrasporto. «Gran parte delle Autorità di sistema portuale - sottolinea - si limitano alla gestione ordinaria perchè ancora in attesa della nomina del presidente, due Autorità sono da commissariare e il caso di Gioia Tauro, il porto che più è cresciuto nell'ultimo anno, presenta una situazione a dir poco paradossale. Ormai ciclicamente esplodono conflittualità e contrasti sul tema delle concessioni, con un rituale che si è ripetuto in questi giorni a Civitavecchia e Livorno e che trova motivazione comune in un ritardo ormai di 27 anni nel varo del regolamento unico sulle concessioni che avrebbe dovuto far parte integrante della riforma portuale del 1994».

Una soluzione, secondo Merlo, potrebbe venire incaricando un viceministro delle Infrastrutture tramite una delega agli affari portuali. «Da tutto ció – conclude Merlo – emerge la necessità cogente di garantire all'intero settore portuale una visione moderna e un assetto stabile ed efficiente; risultato questo, che, in considerazione del grande lavoro che dovrà affrontare il ministro Giovannini su tutti i fronti, potrebbe essere favorito da un delega a un viceministro a seguire la politica marittimo-portuale del Paese con la continuità necessaria».

Per quanto riguarda le concessioni, secondo Merlo questo regolamento potrebbe essere predisposto in tempi brevi anche attraverso un lavoro congiunto fra ministero delle Infrastrutture e Autorità di regolazione sui trasporti. Ma ció non accade e lo sciopero che si è tenuto venerdì nel porto di Genova «evidenzia ancora una volta come spesso i concessionari fatichino a riconoscere all'AdSP un ruolo di autorità di regolazione; ruolo che oggi è difeso con armi spuntate». 

Il governo, secondo Merlo, dovrebbe mettere mano «ai gravissimi problemi di gestione che paralizzano questo comparto e che, auspicabilmente, il ministro Giovannini, chiamato ad agire su tanti fronti, deleghi uno dei suoi viceministri a seguire a tempo pieno la politica marittimo-portuale del Paese». Il risultato, semplicemente, sarebbe la perdita di competitività.

Tag: porti