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04 dicembre 2020, Aggiornato alle 21,47
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Infrastrutture

Un nuovo terminal per le Eolie nel porto di Palermo

Banchina Sammuzzo riqualificata con un mooring dolphin, 99 portuali stabilizzati e un progetto per creare un polo crocieristico e nautico da un milione e mezzo di passeggeri sul molo trapezoidale

L'area della banchina Sammuzzo

Un nuovo terminal aliscafi per le isole Eolie e Ustica, la nuova veste della banchina Sammuzzo, il parcheggio a servizio di Capitaneria e Dogana, il mooring dolphin in testata del Molo Vittorio Veneto. E ancora: la posa della prima pietra per la riqualificazione del Molo Trapezoidale e la ratifica dell'importante accordo sindacale che ha permesso alle imprese, in un momento tanto delicato, di assumere circa 200 persone. Le ultime novità progettuali e operistiche del sistema portuale di Palermo sono state presentate oggi in conferenza stampa dal presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia occidentale, Pasqualino Monti.

«Due progetti di partenariato pubblico-privato, uno per l'efficientamento energetico e l'altro per i servizi in ambito portuale, oltre all'incremento di traffico ro-ro, cresciuto di oltre il 18 per cento, hanno consentito di chiudere un accordo sindacale che ha portato la Compagnia dei lavoratori portuali e le imprese portuali a stabilizzare 99 portuali a tempo indeterminato e ad assumere 95 interinali sempre a tempo indeterminato», ha annunciato Monti.

Opere completate: terminal aliscafi e banchina Sammuzzo
Il nuovo terminal aliscafi è stato realizzato all'estremità del Molo Sammuzzo per rispondere alle crescenti esigenze del traffico aliscafi da e verso Ustica e le principali isole Eolie, e per offrire accoglienza e servizi al milione di passeggeri in partenza o in transito, sia d'inverno che d'estate. Si trova lungo il muro divisorio che separa la banchina Sammuzzo dal Molo trapezoidale. Inoltre, tutta la banchina Sammuzzo, lunga 350 metri, è stata interessata dal consolidamento, così da essere in linea con gli standard delle navi da crociera di ultima generazione. Sono state eliminate le gru e le rotaie ormai in disuso. Il terminal ha una capacità di un milione e mezzo di crocieristi annuale ed è in concessione da dicembre 2019 a Costa Crociere ed Msc Crociere, a cui in futuro potrebbe aggiungersi Royal Caribbean.

Opere completate: mooring dolphin
Per il consolidamento e il restyling funzionale della banchina Sammuzzo sono stati escavati i fondali del bacino Crispi 3, incluso il consolidamento della diga foranea. È il mooring dolphin, prolungamento della banchina per ospitare navi di ultima generazione in testata del molo Vittorio Veneto.

Per quest'ultima opera e per il terminal sono stati spesi circa 50 milioni di euro, finanziati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con fondi europei.

Progetti: molo trapezoidale
Quest'area subirà, coerentemente con il Piano regolatore portuale, significative modifiche volte al miglioramento dell'offerta di servizi per i crocieristi e per la collettività. Il progetto servirà a dare continuità alla passeggiata sulla Cala, estendendola sino alla parte terminale del molo Trapezoidale e al Parco archeologico che così si candita a diventare sito Unesco, inserito nel "Percorso Arabo-Normanno", già parte della Heritage List; a liberare le aree del Castello a Mare e valorizzare il sito. Accanto al Parco archeologico del Castello a Mare, di cui gli scavi hanno rintracciato il perimetro, verranno realizzati una passeggiata, una piazza, un lago urbano, nove edifici con varie destinazioni, tra cui un auditorium e un anfiteatro panoramico da 200 posti, parcheggi. Qualche numero: 26 mila metri quadri l'area di intervento, 8 mila metri quadri occupati dal laghetto urbano. Il tutto per 25,5 milioni di investimento per un anno e mezzo di lavori. L'obietto è creare sul Molo trapezoidale una marina bay, una sorta di Barcelloneta per una capacità di circa tre milioni e mezzo di persone all'anno per crocieristi, turismo, nautica e tempo libero per la cittadinanza.

Tra progetti ancora in corso e altri ultimati, l'AdSP ha impegnato e speso un importo di 296,8 milioni di euro. 

Riassumendo, nel porto di Palermo le somme sono state destinate ai lavori (attualmente al 70 per cento, con termine previsto per gennaio 2021) di escavo dei fondali del bacino Crispi 3 e il connesso consolidamento della diga foranea per un valore del progetto di 39 milioni e 300 mila euro; al bacino di carenaggio (39 milioni), al bacino da 150 mila TPL (81 milioni), alla riqualificazione del Molo Trapezoidale (25,5 milioni); alla ristrutturazione dell'esistente Stazione Marittima (18 milioni) i cui lavori termineranno il prossimo giugno.  Nel porto di Termini Imerese le opere destinatarie delle somme sono: il completamento del molo foraneo di sottoflutto (20 milioni) e di sopraflutto (19 milioni); i lavori di dragaggio (35 milioni) e quelli di consolidamento della diga foranea (20 milioni).   
                                                                                                                                                                                    
«Siamo pronti a ospitare navi di ogni dimensione e, inoltre, all'industria crocieristica possiamo affiancare l'industria pesante, il bacino industriale per la costruzione delle imbarcazioni», spiega Monti, che parla della volontà di creare «un asset industriale completo, unito a un corollario di servizi e di bellezza della città che fa il resto. Un metodo preciso che ci ha portato a ottenere evidenti risultati. A Palermo siamo partiti dalla separazione dei flussi (traffico merci dal traffico passeggeri), dalle opere di grande infrastrutturazione (dragaggi, allungamento e consolidamento delle banchine, dolphin), dal consolidamento delle grandi infrastrutture, dalla riqualificazione e realizzazione di strutture ricettive adeguate al mercato (stazione marittima, terminal aliscafi). A questi interventi si è agganciata la promozione degli scali, ossia la necessità di promuovere sul mercato il prodotto realizzato. Che significa mettere i nuovi asset, ammodernati, a reddito, incrementando così il livello di ricavi della nostra Autorità. E lo abbiamo fatto attraverso l'elemento regolatorio, quello della concessione demaniale».

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