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17 maggio 2022, Aggiornato alle 15,38
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Politiche marittime

Un corridoio verde tra i porti di Los Angeles e Shanghai

Un "green shipping corridor" che entro il 2030 dovrebbe portare alle prime portacontainer a zero emissioni. Maersk, Cma Cgm, Cosco e gli istituti scientifici dei due Paesi collaboreranno per abbattere le emissioni portuali e marittime

(joey zanotti/Flickr)

Il porto di Los Angeles e quello di Shanghai collaboreranno per ridurre le emissioni di gas serra dovute al corridoio commerciale tra i due porti, i principali dei rispettivi Paesi, cioè Stati Uniti e Cina, stipulando un "green shipping corridor".

Lo hanno annunciato le due autorità portuali, in un accordo a due livelli sponsorizzato da C40 Cities, un'associazione che raccoglie 97 tra le città industrializzate del mondo, che coinvolge le istituzioni e le aziende: gli organismi di controllo, le compagnie marittime e le imprese di trasporto. Gli impegni di massima sono l'azzeramento delle emissioni entro il 2030. Quelli a breve scadenza riguardano l'attuazione entro l'anno di un piano per creare un corridoio marittimo verde, portando a una riduzione costante delle emissioni.

Tra i partner commerciali, figurano: AP Moller – Maersk, CMA CGM, Shanghai International Ports Group (SIPG), COSCO Shipping Lines, l'Aspen Institute's Shipping Decarbonisation Initiative, Cargo Owners for Zero Emission Vessels (coZEV) e il Maritime Technology Cooperation Center – Asia. Dal lato istituzionale: Porto of Los Angeles, Shanghai Municipal Transportation Commission, lo Shanghai International Port Group.

Il green shipping corridor include:

• graduale riduzione delle emissioni delle navi in questa decade, introducendo le prime portacontainer a zero emissioni entro il 2030;

• pratiche diversificate per ridurre le emissioni non solo in navigazione ma anche nelle attività terminalistiche, nelle operazioni portuali, migliorando la qualità dell'aria.

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