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30 settembre 2022, Aggiornato alle 13,48
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Politiche marittime

Uiltrasporti propone i trasporti tra i lavori usuranti

Il segretario Tarlazzi chiede di "non lasciare indietro" professioni come il marittimo, il portuale, il macchinista e gli addetti al carico e scarico

(John K Thorne/Flickr)

«La discussione intorno all'elenco dei lavori gravosi e usuranti non puó lasciare indietro le moltissime attività dei trasporti che hanno queste specifiche caratteristiche». A dirlo è il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi.

Non è la prima volta che se ne parla. È da qualche mese che i sindacati tornano a proporlo, con la differenza che questa volta la richiesta si allarga a tutti i trasportatori, mentre fino ad oggi ha rigurdato per lo più i portuali. Si tratta di equipararli alla maestra d'asilo e al conducente di autobus, per esempio. L'effetto più importante dell'inclusione di queste professioni in questa categoria è la possibilità di andare in pensione in anticipo rispetto alla maggioranza dei lavoratori.

«Penso - continua Tarlazzi - ai lavoratori marittimi e portuali, ai conducenti delle metropolitane, al personale di manovra ferroviaria e ai macchinisti di treno, agli addetti dei trasporti a fune e quelli del carico e scarico dei bagagli del settore aereo, ma anche ai dipendenti delle imprese funebri. Questi lavori hanno tutte le caratteristiche dei lavori usuranti o gravosi, ma soprattutto incrociano tutti direttamente la questione della sicurezza sul lavoro».

«Questo tema - ha proseguito il segretario - è per noi fondamentale, non possiamo permetterci di rinunciare al riconoscimento di queste attività come gravose o usuranti soprattutto con la consapevolezza che si tratta di attività dove il rischio di infortuni è molto alto e in molti casi l'aspettativa di vita è ridotta».

«Ci aspettiamo - ha concluso Tarlazzi - che tutti questi lavori vengano ricompresi nell'elenco dei lavori usuranti/gravosi, in caso contrario ci sarà la necessità di una mobilitazione del settore trasporti.  La qualità del lavoro e la sicurezza sono questioni davanti alle quali non possiamo permetterci di arretrare di un solo passo. I fatti di cronaca di questi giorni sono solo l'ultima dimostrazione che ancora oggi nel nostro Paese si muore di lavoro, una strage che dobbiamo assolutamente fermare mettendo  in campo tutti gli strumenti necessari».

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