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26 novembre 2022, Aggiornato alle 18,56
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Ucraina, il corridoio dei cereali è ufficialmente ripartito

La Black Sea Grain Initiative è stata rinnovata. Dopo le reticenze e le proteste, la Russia è rientrata negli accordi con Turchia, Onu e Ucraina. Ma le navi non hanno mai smesso di partire

(International Maritime Organization/Flickr)

Tramite una comunicazione del ministero della Difesa, la Russia ha annunciato che rientrerà nell'accordo sull'esportazione dei cereali dall'Ucraina, all'indomani della sua scadenza naturale.

La Black Sea Grain initiative, formata da Ucraina, Russia, Onu e la Turchia a fare da mediatore, era infatti scaduta il 31 ottobre e sarebbe dovuta essere rinnovata. Negli ultimi giorni però, probabilmente per ritorsione contro gli attacchi subiti dal'Ucraina sulla sua flotta al largo di Sebastopoli, la Russia aveva inizialmente protestato contro la partenza dal Paese in guerra delle navi cariche di alimenti nonostante la fine degli accordi. Negli ultimi due giorni, infatti, i mercantili non si sono fermati e anzi hanno continuato a trasportare volumi di merce maggiore rispetto ai giorni precedenti. Oggi il governo russo riferisce di aver ricevuto «le necessarie garanzie scritte» da Onu, Ucraina e Turchia affinché il corridoio umanitario del Mar Nero, diventato rotta commerciale a fine agosto, non sia adoperato per il transito di navi da guerra.

Tutte le navi dei cereali partite dall'Ucraina (in tempo reale)

Al di là delle affermazioni di circostanza, il benestare della Russia, come sostengono diversi analisti, deve essere anche inquadrato in un contesto in cui sarebbe stato molto difficile per il governo di Putin impedire la partenza delle navi cariche di alimenti, o almeno farlo avrebbe comportanto inevitabilmente un'escalation della guerra.

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