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24 luglio 2021, Aggiornato alle 15,43
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Infrastrutture

Trieste, refitting speciale per l'oceanografica Laura Bassi

L'unica rompighiaccio scientifica italiana è arrivata all'Arsenale di Fincantieri per un delicato lavoro di equipaggiamento scientifico che la doterà di ecoscandagli innovativi

Laura Bassi all'Arsenale di Trieste

Laura Bassi, l'unica nave rompighiaccio oceanografica da ricerca italiana di proprietà dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, di rientro dalla missione in Antartide è arrivata questa mattina a Trieste nello stabilimento giuliano di Fincantieri, l'Arsenale Triestino San Marco, dove sarà sottoposta a un delicato lavoro di completamento del suo equipaggiamento scientifico per lo studio e l'esplorazione dell'ecosistema marino. Al termine delle operazioni di allestimento, della durata di circa due mesi, Laura Bassi sarà impegnata nella sua prima campagna scientifica in Artico.

I lavori sull'unità più importante dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale saranno effettuati da Fincantieri, che opererà insieme a un gruppo di aziende del territorio.

Verrà equipaggiata con nuove strumentazioni che la renderanno ancora più performante nelle campagne scientifiche e di conseguenza più attrattiva per il sistema della ricerca nazionale e internazionale. Nel dettaglio, si prevede l'installazione di due nuovi sistemi di mappatura tridimensionale del fondale marino, degli ecoscandagli scientifici con cui poter mappare i banchi di pesce fino a profondità abissali e di innovativi sistemi che permettono di scandagliare le rocce per oltre 3 chilometri. Verranno inoltre installati sistemi di campionamento e carotaggio del fondo marino e strumenti che misurano le correnti in profondità mentre la nave è in navigazione.

Come spiega Agostino Vidulli, direttore dell' Arsenale Triestino San Marco, «il refitting comporterà delle autentiche sfide sotto il profilo ingegneristico. Il focus sarà l'asportazione di una porzione del fondo dello scafo di circa 40 metri quadri e la ricostruzione della stessa annettendo una struttura sommersa per l'alloggio delle strumentazioni di ricerca. Questa fase dovrà essere condotta con assoluta precisione poiché da essa dipenderà l'accuratezza dei futuri rilevamenti, ma siamo certi che saremo all'altezza di un compito tanto ambizioso».

L'operazione è possibile grazie a contributi afferenti al Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) e allo stesso Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, che per questo ha ricevuto un finanziamento specifico dal governo.

Laura Bassi giunge a Trieste al termine della sua seconda spedizione al Polo Sud nell'arco di un anno, la 36esima spedizione del PNRA, finanziato dal ministero dell'Università e Ricerca e gestito dall'ENEA per la pianificazione e l'organizzazione logistica, e dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico. Al termine dei lavori la nave si dirigerà a Nord, per la sua prima campagna scientifica in Artico della durata prevista di due mesi.

«La nave, acquistata poco più di un anno fa, si è già confermata un'infrastruttura di enorme valore per tutto il sistema dalla ricerca italiana e la collaborazione con Fincantieri, che conl' Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale condivide non solo i natali triestini ma anche il puntare all'eccellenza, ci consentirà di ampliare ulteriormente la sua capacità scientifica», commenta Nicola Casagli, presidente dell'Istituto.Per Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, la commessa è «un forte riconoscimento delle nostre capacità. Ogni progetto che riguardi unità destinate a operare specificamente ai poli, gli ambienti marini più estremi del pianeta, richiede infatti i più alti standard tecnologici che l'industria possa esprimere, e ciò vale soprattutto per una nave all'avanguardia come la Laura Bassi. Siamo consapevoli che la collaborazione con un partner di prestigio internazionale come l'OGS consolidi le nostre referenze anche in ambito scientifico».