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25 settembre 2018, Aggiornato alle 16,07
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Tracciamento rifiuti, Anita: "Chiudiamo il Sistri"

L'associazione degli autotrasportatori ha incontrato il ministero dell'Ambiente. "È obsoleto. Seguiamo gli esempi europei"


«È giunto il momento di chiudere definitivamente l'esperienza Sistri». Nell'ultimo incontro con il ministero dell'Ambiente, tenutosi ieri, Thomas Baumgartner, presidente nazionale Anita (Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici) ha raccolto così le istanze delle imprese di autotrasporto, da sempre contrarie al sistema lanciato dal dicastero nel 2009 per il tracciamento dei rifiuti trasportati, mai partito nonostante le aziende continuino a pagarne i contributi annuali allo Stato.

Durante l'incontro, a cui ha partecipato anche il presidente della sezione "trasporto rifiuti" Carlo Coppola, sono state evidenziate le preoccupazioni degli operatori su una vicenda «che – si legge in un comunicato Anita - si trascina da anni nonostante l'acclarato fallimento, e che costringe ancora le aziende del settore ad applicare procedure farraginose e sostenere costi sia per il versamento del contributo annuale sia per adempiere agli obblighi di sperimentazione. Tutto ciò mentre il ministero è impegnato a ridefinire un nuovo sistema anche attraverso un nuovo concessionario». Secondo Baumgartner tutto ciò si ripercuote sulla competitività delle aziende italiane. «In altri Paesi dell'Ue – spiega - si adempie agli obblighi di tracciabilità dei rifiuti, previsti dalla normativa comunitaria, con sistemi più semplici e funzionali rispetto al nostro. Non si può continuare ad immaginare di tracciare i rifiuti attraverso un sistema incentrato sulla sola fase del trasporto e, per giunta, con strumenti obsoleti ed installati esclusivamente sulla motrice del camion – ha proseguito Baumgartner – è necessario, invece, ridefinire un sistema di tracciabilità completamente diverso dal Sistri, che rappresenti un valore aggiunto per le imprese e risponda alle norme comunitarie, garantendo che i rifiuti prodotti vengano correttamente smaltiti, nel pieno rispetto delle esigenze di tutela ambientale, così come avviene in Francia, in Spagna e in Germania».
 
La proposta di Anita è di monitorare i flussi di rifiuti attraverso la semplice digitalizzazione degli attuali formulari (per rilevare il trasporto), dei registri di carico e scarico (per rilevare la produzione e la gestione) e della dichiarazione annuale "MUD", utilizzata per fini statistici e di controllo. L'Albo "gestori ambientali", secondo Anita, potrebbe fungere da interlocutore unico per chiunque voglia operare nel settore del trasporto e della gestione dei rifiuti sul territorio nazionale, compreso per gli operatori esteri. «È giunto il momento di chiudere definitivamente l'esperienza Sistri con un provvedimento normativo che sancisca la decadenza dei relativi obblighi, compresa l'attuazione in via sperimentale delle procedure e ci aspettiamo la sospensione del versamento del contributo annuale fino a quando non sarà chiaro e definito un sistema funzionale e più coerente» ha concluso Baumgartner.