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16 luglio 2019, Aggiornato alle 20,56
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Logistica

Taranto, traffico in calo. Prete: "Il porto ripartirà"

Crescono, di circa un quinto, solo le rinfuse solide. L'attività industriale interna è scarsa. In attesa che con Yilport riaprirà il terminal container

Il terminal container di Taranto

Vanno bene solo le rinfuse solide nel traffico 2018 del porto di Taranto. Uno scalo che dipende dall'attività industriale interna - principalmente il polo siderurgico dell'Ilva e la raffineria dell'Eni -  e dal terminal container, inattivo dal 2015. Le movimentazioni complessive, informa l'Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, sono state pari a 20,4 milioni di tonnellate, in calo del 5,6 per cento, circa 800 mila tonnellate meno sul 2017.

Nel dettaglio, 12 milioni di tonnellate sono state le merci sbarcate (-5,1%) e 8,5 milioni quelle imbarcate (-6,4%). Il cargo in transito dal porto di Taranto è costituito per circa il 57,3 per cento da rinfuse solide, per quasi un quarto da merci varie e per il 18,5 per cento da rinfuse liquide. 

«Yilport, Zona economica speciale, Arcelor Mittal, l'Innovation Hub, Piattaforma Logistica, Falanto Service Port Center, sono solo alcuni dei Pilastri su cui stiamo lavorando per garantire a Taranto il posizionamento strategico che merita nel Mediterraneo», spiega il presidente del porto di Taranto, Sergio Prete.

Andamenti alterni, quindi, al porto di Taranto. I numeri positivi registrati per le rinfuse solide (+3,1%) con 11,7 milioni di tonnellate, si contrappongono le performance delle rinfuse liquide che hanno raggiunto 3,8 milioni di tonnellate (-17,7%) e delle merci varie (-13,3%) con 5 milioni di tonnellate.

Rinfuse solide (produzione siderurgica)
Lo scalo ionico ha beneficiato in particolare dell'incremento degli imbarchi di rinfuse solide che hanno segnato, con circa 1,5 milioni di tonnellate, una crescita del 19,2 per cento. Anche gli sbarchi, con 10,3 milioni di tonnellate, hanno registrato un aumento dell'1,2 per cento. «La stabilizzazione – continua l'authority - della situazione dell'industria siderurgica, dopo gli ultimi anni difficili per le note vicende giudiziarie e ambientali, ha contribuito a conseguire questi risultati. L'attività generata dalla gestione degli impianti ex Ilva ad opera della Arcelor Mittal Italia, si auspica possa contribuire a rilanciare ulteriormente Taranto in questo segmento».

Rinfuse liquide (produzione petrolifera)
Riguardo alle rinfuse liquide, la contrazione degli sbarchi con 1,1 milioni di tonnellate - a fronte di 1,8 milioni dell'anno precedente (-39,4%) - e degli imbarchi, con 2,7 milioni, leggermente più bassi del 2017 (-3,3%), riflette la riduzione dell'import marittimo della raffineria ENI che sta utilizzando il greggio proveniente dalla Basilicata.

Container
Ancora ferma la movimentazione di container l'anno scorso, con il terminal senza operatori dal 2015, l'ultimo è stato Evergreen. Ma il rilascio della concessione del molo polisettoriale alla holding turca Yilport, tredicesimo operatore terminalista mondiale, apre a una nuova stagione. La concessione è di 49 anni e Yilport si è impegnato a raggiungere i 4 milioni di teu l'anno entro i prossimi dieci anni. Inoltre presto verrà creata una Zona economica speciale che includerà anche la Basilicata, che dovrebbe attirare nuove attività industriali e manifatturiere che dovranno esportare o importare (è uno dei requisiti per le imprese che vogliono godere delle agevolazioni)  tramite il porto di Taranto.

Crociere
Riguardo al comparto passeggeri, a fronte della riduzione in transito nel 2018, per quest'anno si prevede una nuova crescita grazie al ritorno delle navi della Marella Cruises e di altre compagnie.

«Il porto di Taranto sta gradualmente superando la profonda crisi degli ultimi anni dovuta a vari fattori, tra i quali le note problematiche del comparto industriale e la chiusura del terminal contenitori», commenta Prete. «Già dalla fine dello scorso anno – conclude - si sono avvertiti i primi segnali di ripresa. Il concreto avvio di tutte le iniziative messe in campo e delle attività programmate consentirà una graduale ma importante ripresa che potrà condurre lo scalo ad una crescita esponenziale, sia in termini di traffici ed occupazione ma anche di diversificazione, innovazione e sostenibilità ambientale».