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29 febbraio 2024, Aggiornato alle 12,35
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Politiche marittime

Stretto del Bosforo, aumenta la tariffa di transito

Da luglio una nave da 10 mila tonnellate di stazza pagherà senza scalo 17 mila dollari, circa mille dollari in più. Ma il rincaro notevole è stato a ottobre scorso

Il Ponte dei Martiri del 15 luglio (Güldem Üstün/Flickr)

Il ministro dei Trasporti della Turchia, Abdulkadir Uraloğlu, ha annunciato un rincaro dei diritti di transito sullo Stretto del Bosforo. «A partire dal primo luglio -ha detto Uraloğlu - stiamo apportando un nuovo aumento che incrementerà l'afflusso di valuta estera nel Paese attraverso gli Stretti, per la prima volta in 39 anni». Il pedaggio dello Stretto del Bosforo è regolamentato dalla Convenzione di Montreaux, stipulata nel 1936 tra diversi Stati del continente europeo che commerciano con la Turchia.

A partire da luglio, sarà da 0,442 dollari per tonnellata di merce, rispetto a 0,408 dollari fissati a ottobre dell'anno scorso. Non è un grosso rincaro, lo è stato però a ottobre rispetto al passato, quando è passato da 0,080 a 0,408 dollari. 

Le navi che attraversano lo stretto turco senza scalo pagano tre tributi: servizio di ispezione sanitaria, servizio faro e servizio soccorso. Fino all'anno scorso questi prezzi sono rimasti stabili ma l'inflazione degli ultimi anni ha spinto la Turchia a una serie di correttivi. 

Ma quanto paga concretamente un mercantile in transito sul Bosforo? Prima della correzione di ottobre scorso la cifra era decisamente meno cara. Una nave da 10 mila tonnellate, ha spiegato Uraloğlu, pagava complessivamente, sommando le tre voci suddette, 3,240 dollari. A ottobre sono saliti a 16,393 dollari e dal primo luglio diventeranno 17,760 dollari.

Tag: economia