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26 novembre 2021, Aggiornato alle 15,42
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Stop alla Civitavecchia-Cagliari, 120 mila passeggeri sospesi

Il presidente dei porti della Capitale, Pino Musolino, scrive al ministero dei Trasporti. L'ultima gara per l'affidamento è andata deserta. L'esecutivo al lavoro per riattivare una linea operativa da settant'anni

(Daniel Enchev/Flickr)

Con la fine della Convenzione tra Tirrenia e lo Stato, da lunedì la storica linea Civitavecchia-Cagliari, che da settant'anni collega l'isola alla terraferma, non è più operativa.

La sospensione è temporanea, in attesa che il governo completi le gare per l'affidamento in continuità territoriale delle linee che collegano le principali isole italiane. Quella per collegare la Sardegna alla Capitale si è chiusa ad aprile senza partecipanti e ora il ministero delle Infrastrutture è in fase negoziale per affidare il servizio nel periodo compreso tra il primo luglio e il 31 dicembre 2021. Intanto, una buona fetta dei pendolari che devono raggiungere la Sardegna è in difficoltà.

Oggi, con una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, il presidente del porto della Capitale, Pino Musolino, denuncia una situazione «insostenibile» e «carica di conseguenze». L'assenza di un servizio giornaliero in alta stagione – trisettimanale durante l'inverno, - comporterà, calcola Musolino, l'addio a «non meno di 120 mila passeggeri l'anno, 25 mila mezzi pesanti ed altre tipologie di cargo».

«In questa fase irripetibile di rilancio, successivamente al periodo pandemico – continua Musolino - non posso sottrarmi dall'evidenziare che tale trend  rappresenta un chiaro processo involutivo e, ancora di più, una ‘sconfitta' delle politiche di liberalizzazione del cabotaggio nazionale che, a partire dal 1993, hanno progressivamente privatizzato il servizio esercito una volta dalla sola Tirrenia di navigazione dell'ex gruppo di Stato Iri».

«Parecchi trasportatori hanno dovuto fare rotta verso Olbia o Porto Torres per poter raggiungere la penisola, con spese ulteriori e non senza disagi», spiega Arnaldo Boeddu, segretario generale della Filt Sardegna. «Per la prima volta in settant'anni succede questo fatto - continua - dopo faticose lotte per ottenere un diritto come quello della continuità territoriale, i sardi si ritrovano senza collegamenti dal capoluogo con lo scalo di Civitavecchia».

Secondo il segretario nazionale della Filt-Cgil, Natale Colombo, «non è possibile lasciare al libero mercato un servizio indispensabile pur sapendo che chiusa la stagione estiva bisogna mettere in campo risorse pubbliche capaci di compensare il calo del traffico rispetto ai cosiddetti costi fissi».

Musolino scrive che il servizio marittimo Civitavecchia-Cagliari (più una toccata ad Arbatax fino a giugno scorso) «si è sempre affiancato a quello altrettanto storico con il porto di Olbia, che si giova dei ristori governativi sulla continuità territoriale, mentre, da tempo, il collegamento con il sud della Sardegna ne è stato escluso. Il trasporto marittimo rappresenta uno strumento per la continuità territoriale di passeggeri e merci ed ha quindi un alto valore strategico per lo sviluppo economico della Sardegna e del continente, ma, soprattutto, delle comunità portuali che sostengono, con il proprio impegno quotidiano, l'imprescindibile sforzo comune per assicurare il collegamento nazionale».

«Si chiede – conclude Musolino - un rapido quanto autorevole intervento volto a trovare una soluzione che implichi il mantenimento del servizio, nella certezza che questa amministrazione resta a disposizione per ogni utile approfondimento o intervento nei limiti definiti dalle norme che ne definiscono la propria condizione giuridica, in particolare riferimento alla governance del trasporto marittimo di cabotaggio con le isole. Certo che quanto sopra troverà la necessaria attenzione nella sensibilità del Superiore Dicastero Vigilante, si rimane a completa disposizione, in attesa di un cortese cenno di riscontro».

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