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09 agosto 2020, Aggiornato alle 19,47
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Infrastrutture

Spirito alla «prima» al porto di Napoli

Entro un mese l'insediamento del Comitato di gestione, quindi la nomina del segretario generale. Resta l'incognita Salerno: avrà la proroga e, se sì, per quanto tempo?


Ha incontrato stamattina prima il personale dell'Autorità del porto di Napoli (ora assieme a Salerno e Castellammare Adsp del Tirreno centrale), poi alle 12 si è presentato ai giornalisti. Pietro Spirito, 54 anni, sposato, una figlia, è stato nominato ieri dal ministro Graziano Delrio alla presidenza dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale.
 
«È una sfida complessa ed ampia –ha detto in conferenza stampa– quella che andremo ad affrontare assieme Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia. In due mesi presenteremo al ministro il piano operativo di sistema». Ma alcuni particolari sono ancora da chiarire come quello relativo alla proroga chiesta dal porto di Salerno. A quanto è dato di sapere il premier dimissionario Renzi non ha firmato il Dpcm relativo e, quindi, non solo non si sa se la proroga sarà decretata ma non si conosce, se concessa, di quanti mesi dovrà essere. Spirito sulla questione non si è espresso, ma ha confermato che presto andrà anche al porto di Salerno.
 
«Non sarà questo a fermarci –ha osservato il neo presidente– conto entro un mese di formare il Comitato di gestione chiedendo alle istituzioni (Regione, Comuni di Salerno e Napoli e Direzione marittima) di indicare il proprio rappresentante, che la legge indica in persone di comprovata esperienza. Insediato il Comitato uno dei primi atti da prendere sarà quello della nomina del segretario generale».
 
Il porto di Napoli, dopo circa tre anni e nove mesi di regime commissariale torna, dunque, ad una gestione ordinaria con una governance che la nuova legge di riforma assicura, quanto meno, più vasta. «Devo ringraziare tutti i commissari –ha ricordato Spirito– che in questi anni si sono succeduti al governo del porto. È stata una gestione difficile perché quando si opera con proroghe di tre mesi in tre mesi è impossibile programmare». E sul Grande progetto ha osservato che «con 130 milioni di opere impegnati su 150 c'è una responsabilità di tutti nel procedere in interventi necessari per lo sviluppo ed investimenti che diano risposte ad un mercato in rapidissima evoluzione». E sulla legalità «bisogna rafforzare il percorso anche con esperienze tipo quella adottata per Bagnoli. Invitare alle gare imprese comprese in white list e sviluppare un protocollo d'intesa con il presidente Cantone».
 
Molti i temi sollecitati dai giornalisti: Piano regolatore, darsena di levante, collegamenti intermodali con gli interporti, attività passeggeri e crocieristica. «Si può lavorare molto –ha confermato Spirito– sullo sviluppo dell'attività delle crociere. In questo senso vedo una sinergia più forte con l'aeroporto di Capodichino. Conosco bene l'Ad della Gesac Armando Brunini essendo lui stato all'aeroporto di Bologna ed io all'interporto. Possiamo trovare assieme le dovute sinergie. In termini di rilancio turistico dei porti della Campania occorre costruire pacchetti ad hoc. Penso, in questo senso, ai benefici avuti dal Museo di Capodimonte che ha migliorato le visite con i turisti provenienti dal porto».