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11 agosto 2020, Aggiornato alle 12,47
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Infrastrutture

Sos Gabibbo, a Napoli trasportatori contro terminalista

La Fai campana scrive a Striscia la Notizia. Troppe e da troppo tempo le file per operare al terminal Conateco 


Si fa più aspra la contrapposizione tra gli autotrasportaori portuali ed il terminal contenitori Conateco dello scalo napoletano. La ragione resta sempre la stessa, da anni, che getta nello sconforto sia i trasportatori sia i ricevitori della merce, i caricatori ed altre categorie legate ai traffici marittimi. Le lunghe file di automezzi ai terminal determinano, oltre un aggravio di costi, una perdita di competitività per lo scalo di Napoli in un momento già di per se difficile. Dopo anni di disagi, promesse mancate e silenzi da parte di tutti ci siamo decisi -denunciano alla Fai, Associazione più rappresentativa in Campania per le imprese di autotrasporto- di scrivere al Gabibbo di Striscia la Notizia e, per esso, al corrispondente locale Luca Abete.  "I nostri trasportatori -scrive la Federazione autotrasportatori italiani- sono costretti ad effettuare file interminabili al terminal Conateco per l'importazione ed esportazione containers. Il terminal Conateco lavora grazie ad una concessione pubblica del suolo -informa la Fai- ed è obbligata a prestare un servizio di qualità e competenza considerato anche che il porto di Napoli è il più importante della Campania per traffici e volumi. Il cattivo funzionamento inoltre comporta seri rischi ai fini della sicurezza sul lavoro per il personale dipendente delle nostre imprese che non sono in grado far rispettare le normative sui tempi di guida e di riposo (regolamento CE 561/2006). In sintesi -conclude la Fai- per importare o esportare merce dal Porto di Napoli ogni autista è costretto ad effettuare file di almeno 4 ore. Considerate che l'autista può, per legge, lavorare solo 9 ore (!!!)…in 5 ore dovrà svolgere il resto delle attività (consegna e riconsegna della merce) e tutto questo a discapito della sicurezza stradale".