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06 luglio 2020, Aggiornato alle 20,18
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Politiche marittime

Sindacati: "Inseriamo i marittimi tra i lavori usuranti"

È quanto sollecitano le sigle Usclac, Uncdim e Smacd a partire dalla prossima legge di stabilità


Nella prossima legge di stabilità, i marittimi dovrebbero essere inseriti nella categoria dei lavori usuranti. Una necessità ribadita dai sindacati Usclac (Unione Sindacale Capitani Lungo Corso al Comando), Uncdim (Unione Nazionale Capitani Direttori di Macchina) e Smacd (Stato Maggiore Abilitato al Comando o alla Direzione di Macchina).

Nel corso della tavola rotonda "I lavori usuranti nella professione marittima", organizzata dalle tre sigle sindacali che si è tenuta nei giorni scorsi a Genova, il comandante Claudio Tomei, presidente di Usclac-Uncdim-Smacd, ha ricordato che i marittimi erano inseriti nel primo elenco di "attività usuranti" compreso nel decreto legislativo n. 374 del 1993, e precisamente nella Tabella A di quel testo.

I marittimi – ha sottolineato Tomei - sono però "misteriosamente" scomparsi dallo stesso elenco a distanza di sei anni, e cioè dal decreto del ministro del Lavoro e della Previdenza sociale n. 208 del 19 maggio 1999: questo testo stilava una lista di criteri per l'identificazione dei lavori usuranti che escludeva i marittimi.

Tomei ha specificato che "il decreto legislativo n. 67/2011 ha confermato l'interpretazione del decreto del 1999, tenendo fuori quindi i marittimi: ecco perché - ha spiegato - ci troviamo nella situazione attuale. Che non solo danneggia noi come categoria, ma ha anche una serie di conseguenze negative su molti altri aspetti, a cominciare dalla sicurezza della navigazione e dalla tutela ambientale".

In Italia sono 30mila i marittimi di cui, secondo calcoli Usclac, circa 1.800 potrebbero usufruire nel 2017 dei benefici concessi a chi è compreso nelle liste dei lavori usuranti.


"Questa vicenda – ha concluso il presidente delle tre sigle sindacali – riguarda tutti i lavoratori che operano a bordo delle navi, dagli ufficiali all'equipaggio: insomma vogliamo tutelare tutti i colleghi che condividono orari disagiati, condizioni di lavoro pesanti, fatica (mentale e fisica), stanchezza e stress".