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26 febbraio 2021, Aggiornato alle 18,58
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Politiche marittime

Screening al porto di Gioia Tauro, authority denuncia scarsa partecipazione

Il commissario Agostinelli sottolinea la scarsa disponibilità dei sindacati, dopo la pressione per avviare la campagna di tamponi

(U.S. Pacific Fleet/Flickr)

«Si riteneva che la tutela della propria salute fosse una necessità avvertita in modo impellente e consapevole dai lavoratori portuali e da alcune organizzazioni sindacali. E invece, al momento, non pare essere così». Così, in un comunicato, l'Autorità portuale di Gioia Tauro denuncia la scarsa partecipazione della comunità portuale alla campagna tamponi avviata lunedì scorso e che andrà avanti fino al 10 dicembre. 

Sono stati comunque 300 i dipendenti del principale polo terminalistico, il Medcenter Container Terminal, ma non abbastanza per l'ente portuale. Mezzi vuoi i gazebo allestiti apposta all'interno del porto, gestiti Istituto Clinico "Prof. R. De Blasi" di Reggio Calabria. In generale, scarsa partecipazione, riferisce l'authority, dei dipendenti dei due terminalisti, Med Center Terminal Container e Automar Gioia Tauro, ma anche le altre aziende che operano nello scalo calabrese non hanno mostrato particolare interesse. 

Una situazione inaccettabile per il commissario dell'Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli, in particolare la «scarsa attività di sensibilizzazione di alcuni dirigenti sindacali che, dopo aver richiesto in modo vibrante, sia ai datori di lavoro che all'Autorità portuale di Gioia Tauro, una campagna di screening, non si siano adeguatamente adoperati a coinvolgere i lavoratori in questa importante attività di prevenzione».