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01 dicembre 2020, Aggiornato alle 18,54
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Infrastrutture

Sanità, Fincantieri rileverà Inso da Condotte

Parte di un antico gruppo italiano di costruttori idrici, l'annuncio del gruppo navalmeccanico amplia le commesse verso la fornitura di infrastrutture sanitarie e la manutenzione di grandi edifici


Fincantieri, attraverso la controllata Fincantieri Infrastructure, rileverà INSO-Sistemi per le Infrastrutture Sociali e la sua controllata SOF, società specializzate nella costruzione di infrastrutture sanitarie e manutenzione di grandi edifici. Sono parte del gruppo Condotte e in amministrazione straordinaria dal 2018. L'operazione si concluderà con l'autorizzazione del ministero dello Sviluppo Economico ai commissari straordinari per la cessione dei complessi aziendali della società.

INSO, fondata negli anni ‘60 e parte del gruppo Condotte dal 2012, è specializzata nello sviluppo di progetti di costruzione e fornitura di tecnologie nei settori della sanità, dell'industria e del terziario. Con un'esperienza maturata con realizzazioni in più di venti paesi nel mondo, INSO attualmente vanta nel proprio portafoglio importanti commesse sia in Italia (la Città della Salute di Sesto San Giovanni, l'ospedale di San Gavino, di Cisanello a Pisa, di Vimercate, e il nuovo carcere di Bolzano) che all'estero (Cile, Francia, Grecia, Qatar, Algeria).

Dopo l'acquisizione, Fincantieri Infrastructure procederà con la costituzione di una NewCo al cui capitale parteciperà Fincantieri con il 90 per cento e Sviluppo Imprese Centro Italia SGR in rappresentanza della Regione Toscana col 10 per cento.

Le aree di attività in cui opera INSO sono: general contractor per la realizzazione di infrastrutture per la sanità ed altri settori; concessioni e gestione, in cui opera direttamente o tramite la controllata SOF svolgendo servizi di facility management; fornitura di strumentazione, come system integrator nella fornitura di apparecchiature e tecnologie medicali.

INSO vanta un carico di lavoro rilevante pari a circa 1 miliardo di euro e negli ultimi anni, in cui ha certamente sofferto della situazione in cui si è venuto a trovare il suo azionista, sia dal punto di vista commerciale che operativo, ha registrato un fatturato medio pari a circa 150 milioni. SOF nel 2019 ha registrato un fatturato di 37,5 milioni con un carico di lavoro pari a circa 400 milioni, di cui circa il 60% legato a contratti di concessione avente durata molto estesa compresa tra i 20 e i 30 anni. Complessivamente le due società occupano circa 450 lavoratori, una forza occupazionale che sarà mantenuta con il perfezionamento dell'operazione.

Il governatore della Toscana, Eugenio Giani sottolinea che «si tratta di un'operazione non speculativa che, salvando INSO, in realtà crea i presupposti per delle ricadute industriali aggiuntive nel territorio su cui avremo modo di lavorare assieme a Fincantieri. Il coinvolgimento di Sici rappresenta anche una nuova modalità per risolvere crisi aziendali nell'ambito di una visione territoriale più ampia e non solo emergenziale». Per Vittorio Gabbanini, presidente di SICI, viene confermata la missione della società come «partner finanziario a sostegno delle eccellenze del territorio, a fianco di realtà di assoluto standing come Fincantieri, con l'ottica di creare valore industriale e sociale tramite l'utilizzo degli strumenti di private capital». Infine, l'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, «la rete di relazioni che Fincantieri ha stabilito in tutto il mondo agevolerà e consoliderà la presenza di INSO nel mercato, perché la società potrà valersi della capacità di Fincantieri di sostenerne l'attività operativa e lo sviluppo».