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15 febbraio 2019, Aggiornato alle 17,35
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Politiche marittime

Rixi: "Lavoriamo a una nuova legge per l'imbarco dei marittimi italiani"

Il viceministro si augura che su questo tema "Grimaldi e Onorato trovino una mediazione". I sindacati chiedono di essere coinvolti nel processo di modifica della normativa

Edoardo Rixi

Riuscirà una nuova legge sull'impiego dei marittimi italiani a bordo a stemperare l'infinito litigio tra gli armatori nostrani? È quanto auspica il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti con delega ai Porti Edoardo Rixi, che nel corso di un'intervista rilasciata a Telenord, ha spiegato che il governo sta appunto "lavorando ad una nuova legge in materia, perché quella che abbiamo oggi è superata". Rixi quindi si augura che "su questo tema, Grimaldi e Onorato trovino un punto di mediazione per collaborare e anche le due associazioni di armatori, Confitarma e Assarmatori, devono trovare un punto comune di incontro".

"Nei prossimi anni – ha detto il viceministro – avremo una crescita esponenziale del lavoro marittimo: dobbiamo fare in modo che buona parte di chi sarà imbarcato sia del nostro Paese. Solo Msc assumerà 35 mila persone, e mi piacerebbe che una quota fosse italiana. Dall'altra parte - ha poi aggiunto Rixi - dobbiamo rivedere anche le caratteristiche sulla bandiera italiana, sia sulla flotta mercantile sia sulla nautica da diporto: abbiamo criteri sulla concessione della bandiera che sono superati. Tutti temi che dobbiamo affrontare con entrambe le associazioni".

Nuova legge marittimi: i sindacati vogliono essere coinvolti
"Se il viceministro Rixi intende definire una nuova legge sui marittimi imbarcati, dovrà coinvolgere anche il sindacato". Ad affermarlo il segretario generale, Claudio Tarlazzi, ed il segretario nazionale, Paolo Fantappiè, della Uiltrasporti, a seguito di quanto dichiarato dal Rixi ai mezzi d'informazione. "Non si può pensare - spiegano i due segretari - di costruire nuove normative che incideranno profondamente sul lavoro e sulla vita dei marittimi attuali e futuri, senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. Per intercettare nuova occupazione marittima italiana e sviluppare ulteriormente questo settore fondamentale per i traffici commerciali via mare, serve prima di tutto calibrare una formazione specifica per i nostri marittimi, che sia coerente al bisogno delle nuove qualifiche che man mano nascono a seguito dello sviluppo tecnologico e digitale a bordo delle navi".

"Ma tale formazione – avvertono i sindacalisti - non potrà più gravare sulle tasche degli attuali e futuri marittimi: occorre riformarne il sistema, finora regolato solo da un mercato essenzialmente privato. Nel contempo, riteniamo fondamentale arrivare rapidamente ad una riforma del collocamento della gente di mare, che sviluppi un concreto e reale incrocio tra offerta e domanda di lavoro marittimo. Dovrà, poi, essere indirizzata particolare attenzione alla concessione della bandiera, in quanto l'attuale sistema ha permesso di aumentare in maniera significativa il numero di navi di bandiera italiana, respingendo di fatto forme di delocalizzazione. Infine – concludono Tarlazzi e Fantappiè - per quanto riguarda le future concessioni da mettere a gara per la continuità territoriale, chiediamo che venga inserita e rispettata la norma sulla clausola sociale, per garantire tutti i posti di lavoro ed i salari dei marittimi".