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06 dicembre 2021, Aggiornato alle 20,55
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Risarcimento Ever Given, tribunale rinvia al 4 luglio

Accolte le richieste di autorità del canale di Suez e armatore, che pare stiano raggiungendo un accordo. L'istituto dell'avaria potrebbe impegnare al pagamento dei danni anche le società con le merci a bordo


Il tribunale egiziano di Ismailia ha rinviato al 4 luglio la decisione sulla causa tra la Suez Canal Authority e i rappresentanti dell'armatore Shoei Kisen Kaisha per il rilascio della portacontainer Ever Given, sotto sequestro da quasi tre mesi nei Laghi Amari del canale di Suez.

Viene accolta una richiesta di entrambi gli avvocati delle parti, che hanno riferito nei giorni scorsi di essere vicini a un accordo. Ever Given è rimasta incagliata di traverso per sei giorni a Sud del canale di Suez, dal 23 al 29 marzo scorso, bloccando un'arteria vitale per il commercio marittimo eurasiatico. 

Il tribunale dovrà decidere sull'eventuale risarcimento dell'armatore all'autorità del canale, con quest'ultimo che ha chiesto inizialmente circa 900 milioni di dollari, poi scesi a mezzo miliardo, contro un'offerta dell'assicuratore dell'armatore, P&I, che non supererebbe i 200 milioni. Il risarcimento include il costo delle operazioni di soccorso, i danni alle rive del canale, i mancati guadagni e un possibile impatto ambientale.

A bordo di Ever Given ci sono 26 marittimi indiani che per via dello stato di sequestro non possono scendere. E ci sono anche tante merci, per un valore complessivo difficile da quantificare. Ever Given è quasi completamente carica, con a bordo oltre 20 mila TEU, container con dentro prodotti tra gli altri di Ikea, Snuggy (azienda britannica che realizza felpe) ed EasyEquipment (prodotti per la ristorazione, inglese). Quasi nessuno dei "mittenti" di questa spedizione ha dichiarato il valore del carico e la mancata consegna di tutte queste merci potrebbe non essere l'unico danno per loro. Shoei Kisen Kaisha, infatti, ha dichiarato "avaria generale" per l'incidente, un istituto marittimo che prevede la ripartizione dei risarcimenti tra il proprietario della nave e le società che hanno le merci a bordo.

Il capitano della nave ha dichiarato che l'incaglio è stato causato dal forte vento che ha fatto sbandare e arenare la nave. Prima dell'insabbiamento viaggiava a circa 13 nodi, contro un massimo consentito di 8,6. Gli esperti hanno spiegato questa anomalia come una possibile manovra per contrastare la forza del vento, il che potrebbe aver contribuito all'incidente, rendendo ancora più ingestibile la Ever Given.