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Porto di Napoli
17 gennaio 2019, Aggiornato alle 14,03
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Infrastrutture

Ripartono i dragaggi al porto di Napoli

Dopo il rallentamento per le analisi Arpac, via libera al piano di monitoraggio


È ripartito il cantiere per l'escavo dei fondali del porto di Napoli. Il verbale di ripresa dei lavori è stato consegnato al raggruppamento di imprese che si occupano dell'opera da 25 milioni di euro. L'Arpac, che aveva rallentato i lavori di diversi mesi, ha validato il piano di monitoraggio integrativo sulla qualità dell'acqua, richiesto all'Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno centrale. La verifica è consistita in un maggior numero di giornate di prelievo e stazioni di campionamento.
 
Si prevede il dragaggio complessivo di 1,3 milioni di metri cubi di sedimenti, utili per approfondire i fondali, permettendo l'attracco con pescaggio fino a 16 metri, e tombare uno specchi d'acqua a Levante, in previsione della realizzazione di un nuovo terminal container. Sono in funzione draghe e pontoni con escavatori. Si tratta di apparecchiature, note anche come "benne ecologiche", che prelevano dal fondale la sabbia senza farla disperdere. Una volta prelevato il materiale, il pontone si trasferisce alla darsena di Levante per depositare la sabbia all'interno della cassa di colmata.

approfondimento - Darsena di Levante e dragaggi
 
«Il dragaggio - precisa il presidente dell'Adsp, Pietro Spirito - ha una duplice funzione: da un lato liberare i fondali dalla sabbia che impedisce l'ingresso di navi di nuova generazione e, contestualmente, dall'altro riempire la cassa di colmata che, una volta ultimata, sarà la piattaforma su cui saranno operativi gli impianti del nuovo terminal container di Levante. L'opera renderà il porto di Napoli in grado di movimentare oltre 800 mila contenitori in teu, oggi ne movimenta circa 500 mila. Si tratta di un'opera strategica per la competitività del porto. Assieme all'allungamento della diga foranea, per cui è stata bandita la gara di progettazione, si pongono le condizioni per un adeguamento strutturale del porto di Napoli, indispensabile per la competitività di tutti i segmenti di mercato che oggi vengono operati».
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