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04 dicembre 2022, Aggiornato alle 10,16
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Infrastrutture

Rina, Maran e SDARI progettano una portarinfuse spinta da gas e idrogeno

Un prototipo che vede insieme una società di classificazione italiana, un armatore greco e un centro di ricerca cinese

(Andres Alvarado/Flickr)

Rina ha annunciato la firma di un accordo di collaborazione (joint development project) con la società greca Maran Dry Management e quella cinese Shanghai Merchant Ship Design & Research Institute (SDARI) per progettare una nave portarinfuse da 210 mila tonnellate di stazza alimentata a gas naturale liquefatto e idrogeno. È prevista inoltre una configurazione degli impianti di propulsione che consentirà di ridurre il numero delle macchine in funzione in mare e la produzione di idrogeno a bordo, sfruttando un processo di reforming del gas liquefatto con il vapore. Il concept, lanciato all'inizio di quest'anno per una nave cisterna medium range, vede la sua prima applicazione su una nave portarinfuse.

Il design consente la cattura di anidride carbonica nella fase precedente alla combustione anziché dalle emissioni di scarico, consentendo di gestire un flusso ridotto con conseguente riduzione degli spazi necessari e un'installazione progressiva per rimanere al passo con i requisiti di riduzione delle emissioni fino al 2050. La nave può essere costruita come una normale dual fuel e i componenti necessari per la produzione di idrogeno potranno essere aggiunti durante i lavori di ammodernamento, quando necessario, per mantenere la conformità ai requisiti e gli incentivi all'investimento saranno regolamentati. La soluzione non richiede infrastrutture per l'idrogeno a terra, né fornitura e stoccaggio di idrogeno a bordo. Il progetto mirerà anche a ridurre la resistenza della nave per aumentare l'efficienza operativa complessiva.

In qualità di società di classificazione, Rina esaminerà i calcoli e il progetto presentati da SDARI per garantire che soddisfino le norme e i regolamenti di classificazione e statutari più recenti, utilizzando l'esperienza già acquisita su questa soluzione innovativa.

«Un design altamente competitivo per una portarinfuse che supererà gli attuali obiettivi dell'IMO per il 2050 e potrà raggiungere emissioni prossime allo zero», commenta Babis Kouvakas, managing director di Maran Dry Management. Come spiega Paolo Moretti, amministratore delegato di Rina Services, «il layout è stato concepito per essere utilizzato su un'ampia gamma di navi. Abbiamo già approvato la sua fattibilità su una nave cisterna medium range e questo accordo di sviluppo congiunto mostrerà l'applicabilità della soluzione di gas e idrogeno a una bulk carrier newcastlemax». Un progetto, aggiunge Wang GangYi, chief engineer di SDARI, «non si basa sulla disponibilità di nuovi combustibili o sviluppi tecnologici aggiuntivi per mantenere la classificazione A delle sue navi nel tempo».

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Tag: rina - gas