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12 luglio 2020, Aggiornato alle 08,32
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Politiche marittime

Riforma portuale, tre anni di autonomia alle authority

Attraverso la Regione i porti accorpati possono farne richiesta al premier una volta entrata in vigore la revisione della legge 84/94. Delrio: "Spero non si prenda troppo tempo". Serracchiani: "Entro l'estate la nomina dei presidenti delle autorità di sistema"


Un'intesa per scongiurare gli accorpamenti indesiderati, sconfessando l'equilibrismo politico-burocratico dell'attuale bozza di riforma portuale. Tre anni di autonomia alle autorità portuali che ne faranno richiesta al premier una volta che la legge di riordino della 84/94 entrerà in vigore, poco importa se ci saranno 15 autorità di sistema che in teoria dovrebbero gestirle.

È la decisione presa oggi in Conferenza Stato-Regioni, che, rende noto la Regione Campania, si è espressa all'unanimità su un'intesa che introduce flessibilità sull'autonomia delle autorità portuali. È stato approvato un emendamento che prevede, su richiesta dei presidenti delle Regioni, la proroga fino a tre anni della gestione autonoma dell'autorità portuale, adeguandola alla riforma in atto. Sarà quindi il presidente del Consiglio a valutare l'istanza e a regolare con proprio decreto in termini nuovi l'Autorità portuale.

 

Il testo dell'emendamento approvato

Si conferma, in fase transitoria e per un periodo non superiore a 36 mesi dall'entrata in vigore del decreto, l'autonomia amministrativa di Autorità Portuali già costituite ai sensi della legge 84», del 1994

 

I commenti

«Un primo e fondamentale passaggio istituzionale per la tutela del futuro del nostro scalo marittimo» secondo Agostino Gallozzi, imprenditore salernitano, presidente di Gallozzi Group e uno degli oppositori più duri all'accorpamento delle autorità portuali. «Va dato atto – continua - alla Regione Campania e ad un'autorevole parte della rappresentanza parlamentare di avere raccolto il grido di allarme degli imprenditori portuali salernitani».

 

«Un passo avanti importante» secondo il governatore del Friuli Venezia-Giulia Debora Serracchiani, «di rilancio e di riorganizzazione della nostra portualità dopo decenni. L'atteggiamento pragmatico e propositivo del governo si è incontrato con un analogo approccio concreto delle Regioni. Ora ci saranno i passaggi in commissione ed entro l'estate dovremmo avere in carica i presidenti delle nuove Autorità di sistema portuale».

 

«L'intesa di tutte le Regioni per noi era molto importante», commenta il ministro dei Trasporti Graziano Delrio. «È una facoltà che lasciamo aperta per coloro che lo riterranno opportuno.Questa facoltà fa parte del rispetto che abbiamo dell'autonomia, ma questo governo è abituato a correre sulle riforme e a fare in fretta: mi auguro che nessuno si prenda troppo tempo».

 

Le incognite

Ora che si è deciso di far "decantare" la riforma per tre anni, sorgono diverse questioni sul funzionamento della riforma sulla base dell'ultima bozza

 Che funzione avranno le 15 autorità di sistema portuale? Quanto tempo resteranno in carica i presidenti?

• I presidenti delle autorità portuali "autonome" in che rapporti saranno con l'autorità di sistema a cui avrebbero dovuto accorparsi? Quanto tempo staranno in carica? Oppure, per i porti che avranno chiesto l'autonomia non ci sarà Adsp?

• Come funzioneranno e chi deciderà, nel frattempo, sulle concessioni, la durata ed i relativi canoni?

• Nei porti «autonomi» ci saranno ancora i vecchi Comitati?

L'emendamento adottato lascia questi e tanti altri interrogativi.