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21 settembre 2020, Aggiornato alle 18,35
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Politiche marittime

Riforma dei porti, il giorno dell'entrata in vigore

Sono due al momento le istanze di deroga presentate, quelle delle regioni Campania e Sicilia. Da oggi le tasse portuali saranno trattenute dai porti


di Paolo Bosso 
 
Oggi è il giorno dell'entrata in vigore della riforma dei porti, che accorpa le 24 autorità portuali (che diventano "uffici") in quindici "Autorità di sistema" (AdSP). È anche il giorno della scadenza della presentazione delle istanze di deroga da parte delle regioni, ovvero della possibilità di richiedere al ministero dei Trasporti fino a tre anni di autonomia per le autorità portuali, prima di essere accorpate e assorbite dalle AdSP. Al momento le domande arrivate sulla scrivania del dicastero guidato da Graziano Delrio sono due, quelle delle regioni Campania e Sicilia. Si tratta dei porti di Napoli e Salerno, da un lato, e di quelli di Augusta, Catania, Palermo e Trapani dall'altro. Entrambi hanno chiesto 36 mesi, sarà ora il dicastero a decidere quanto concedergli, se il massimo richiesto o di meno. Restano da capire le intenzioni di Liguria e Toscana, negli ultimi giorni interessate da richieste di deroga anche da parte di Marina di Carrara e La Spezia per la Toscana, Genova e Savona per la Liguria. 
 
Ministero al lavoro sui decreti attuativi 
Ora il ministero dei Trasporti è al lavoro con la parte attuativa della legge di riforma. Nello specifico, come spiega il consigliere di Delrio Ivano Russo, di «dodici decreti attuativi, della registrazione delle istanze da parte delle Regioni che ad oggi hanno avanzato la richiesta di deroga, della valutazione delle loro istruttorie, della stesura dei decreti ministeriali attraverso i quali il governo le valuterà, dell'avvio dei quindici iter procedurali con le Regioni stesse per perfezionare le rispettive "intese" sui nomi dei nuovi presidenti a valle anche della valutazione dei curriculum pervenuti. Inoltre – conclude Russo - stiamo provando a stendere una circolare per le autorità portuali che le aiuti ad assumere i giusti orientamenti amministrativi e procedurali, su mille piccole questioni tecniche quotidiane, al fine di garantire una fase di transizione il più possibile breve, snella e chiara».

Un po' di autonomia finanziaria
Infine, una buona notizia per quanto riguarda l'autonomia finanziaria dei porti, tanto richiesta da tutti gli operatori negli anni e mai concessa dal governo. Da oggi, informa l'Agenzia delle dogane, «gli introiti della tassa portuale dovranno affluire non più all'erario nazionale bensì al bilancio della competente AdSP». Saranno quindi i porti, attraverso l'ente centrale dell'AdSP, a gestire per la prima volta tasse e diritti marittimi.