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22 settembre 2020, Aggiornato alle 17,51
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Politiche marittime

Riforma dei porti, Assoporti propone 4 integrazioni

Sostanzialmente, la preoccupazione dell'associazione concerne la natura delle Autorità di sistema portuale rispetto alle altre autorità


Quattro modifiche al decreto di riforma dei porti italiani, in preparazione dal ministero dei Trasporti. Li propone Assoporti. Quattro "integrazioni", come le chiama l'associazione, per migliorare l'impianto legislativo e renderlo efficace, sia sul fronte della portualità che del puro trasporto, quindi con riferimento anche al piano nazionale della logistica. 

Pasqualino Monti, presidente dell'associazione, si dice favorevole al disegno di legge del dicastero: il superamento delle 24 autorità portuali, lo snellimento della governance, le nuove procedure di controllo e sdoganamento delle merci, le modifiche ai piani regolatori portuali. «È molto positivo -ha sottolineato Monti - che il decreto sulla riforma rappresenti solo uno dei numerosi provvedimenti adottati in attuazione del Piano nazionale della logistica e dei porti: dalla riforma della normativa su escavi e dragaggi alla reintroduzione di marebonus e ferrobonus, dall'emanando Regolamento Concessioni alle risorse appostate nel Contratto di Programma RFI sul capitolo "ultimo miglio" e connessione ferroviaria dei porti core alla rete nazionale».
 
Ma, proprio nell'ottica di un efficientamento del sistema e quindi di un supporto all'intero piano di riforma, Assoporti ha formulato quattro proposte tecniche: 
 
1) salvaguardia della natura operativa specifica delle autorità portuali, recependo certo i principi generali del decreto ministeriale 165/2001, ma evitando di trasformare le future Autorità di sistema portuale (AdSP) in semplici uffici pubblici decentrati;

2) distinzione chiara fra "autorità di sistema portuale" e "autorità marittima", soprattutto in tema di sicurezza portuale complessiva e della navigazione nello specifico;
 
3) possibilità per le future AdSP di conservare partecipazioni societarie; 
 
4) una norma transitoria che - non rallentando né l'istituzione delle nuove AdSP né la nomina dei nuovi organismi di governance - possa accompagnare dal punto di vista amministrativo il processo di accorpamento delle attuali autorità portuali.