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02 luglio 2020, Aggiornato alle 09,39
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Infrastrutture

Regione Puglia investe 48 milioni per i dragaggi

I fondi saranno destinati agli scali che non sono sede di autorità portuali


Quarantotto milioni di euro per il dragaggio degli scali che non rientrano nella gestione delle autorità portuali. E' questa la cifra che la Regione Puglia ha stanziato per migliorare la funzionalità dei suoi piccoli porti. Lo ha spiegato l'assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Giannini, presentando ieri a Bari il contenuto della delibera approvata, lo scorso 21 marzo, dalla giunta pugliese e relativa allo schema di avviso pubblico per l'accesso alle risorse europee.


"Sono decenni che non si fanno operazioni di dragaggio nei porti pugliesi di rilevanza regionale. Abbiamo deciso d'intervenire - ha sottolineato Giannini - in tutti quelli che non sono sede di autorità portuale e quindi escludendo Bari, Brindisi, Taranto e Manfredonia porto industriale che possono rivalersi su altri tipi di finanziamento. L'attività operativa finalizzata al dragaggio dei porti - ha aggiunto Giannini - è rivolta ai Comuni, che entro il 30 aprile dovranno compilare una scheda tecnica ed abbozzare un primo quadro economico di massima".


Entro il 30 maggio sarà pubblicato l'avviso pubblico e si procederà a valutare le istanze progettuali. È fondamentale che i Comuni interessati si dotino di un piano regolatore del porto e procedano alla caratterizzazione ambientale con la classificazione dei sedimenti, individuando le possibili opzioni di gestione dei materiali. Supporto operativo e tecnico sarà fornito dalle due autorità portuali pugliesi, la già costituita Mar Ionio e la costituenda Mar Adriatico Meridionale. L'intervento consentirà una maggiore fruibilità ad imbarcazioni da diporto ed ai pescherecci.