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06 dicembre 2021, Aggiornato alle 20,55
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Recovery plan, Mattioli: "Trasporto marittimo per ora dimenticato"

Il presidente di Confitarma si recherà domani al ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili.

Mario Mattioli

Tra tutti gli elementi necessari per giungere alla transizione ecologica, il Recovery plan – almeno per ora – ha dimenticato il trasporto marittimo. Lo afferma il presidente di Confitarma, Mario Mattioli alla vigilia dell'incontro di domani al ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili. "Abbiamo una convocazione per la pre-illustrazione del progetto che dovrà essere portato in Europa entro aprile. I quattro dicasteri interessati stanno lavorando in maniera importante, vedremo. A oggi non ci sono fondi a sostegno dello sviluppo dell'idrogeno nell'ambito del trasporto marittimo - elenca Mattioli - tutto il sostegno è sul trasporto terrestre, stradale e ferroviario. Nulla sul trasporto locale sul mare e non c'è moltissimo neppure sui porti: i progetti della diga di Genova e la piattaforma di Trieste e il cold ironing, l'elettrificazione delle banchine che genericamente prevede 1,3 miliardi". 

"Abbiamo chiesto – dice ancora il presidente di Confitarma – che vengano individuati i porti in cui è necessario fare questi investimenti e, come hanno fatto le nazioni europee, sia sovvenzionato non solo il lato banchine ma anche l'investimento che deve essere fatto sulle navi. E poi il cold ironing costa più che utilizzare il gasolio: in Scandinavia il governo ha sovvenzionato la differenza fra il costo dell'utilizzo del gasolio e quello derivante dall'uso dell'infrastruttura a terra per alimentare la nave in porto". 

Ancora. "Se è vero che il 90% delle merci nel mondo è trasportato via mare, devo mettere in condizioni questa industria di partecipare alla transizione ecologica in maniera strutturata" aggiunge Mattioli. E poi servono "riforme, sburocratizzazione e utilizzo della digitalizzazione. L'Europa ha detto che se entro il 2026 non cantieriamo le opere non ci danno i soldi. Senza riforme e un salto culturale nel 2026  - conclude Mattioli – rischiamo di essere un Paese distrutto: avremo fatto investimenti sulla base del Recovery plan e poi quei soldi non ce li daranno". 

Tag: confitarma