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28 ottobre 2020, Aggiornato alle 21,53
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Recovery Fund, il MIT punta su porti verdi e ferrovie

All'interno del mega finanziamento europeo da 209 miliardi, De Micheli - in audizione alla Camera - vuole inserire le 130 opere prioritarie incluse nell'allegato DEF "Italia Veloce"

La ministra dei Trasporti, Paola De Micheli

Ferrovie, mobilità locale, porti verdi, strade, diritto all'abitare e autostrade. Si poggerà su questi sei assi il Recovery Plan del ministero dei Trasporti, illustrato oggi dalla ministra Paola De Micheli al governo, nel corso dell'audizione alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera.

Nel dettaglio, si tratta di:
1. opere ferroviarie per la mobilità dei cittadini e la connessione veloce del paese; 
2. riduzione del gap infrastrutturale e strumentale della mobilità locale finalizzata alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni progetto da realizzarsi in collaborazione con gli affari regionali; 
3. green port e logistica sostenibile;
4. piano di resilienza delle strade regionali e degli enti locali per la coesione territoriale e il collegamento con le aree interne; 
5. piano nazionale per la qualità dell'abitare (di cui è stato firmato il decreto attuativo con i Ministri Gualtieri e Franceschini per i primi 850 mln stanziati nella legge di bilancio 2020); 
6. modernizzazione dei collegamenti stradali e autostradali immediatamente cantierabili.

Le risorse complessive a disposizione del governo italiano tramite il Recovery Fund - quindi non solo trasporti, ma anche sanità e scuola, per esempio - sono pari a 209 miliardi di euro. De Micheli ha sottolineato che, attualmente, per quanto riguarda il suo dicastero, al Parlamento è stato consegnato l'allegato al DEF "Piano Italia veloce" che indica 130 opere prioritarie, gli strumenti di finanziamento e il livello di maturità progettuale.

Entrando nel dettaglio delle sei priorità individuate dal ministero dei Trasporti:

1. le opere ferroviarie per la mobilità dei cittadini la connessione veloce: in questa missione si estendono, a livello nazionale, i servizi del network dell'alta velocità e dell'alta capacità e si sviluppa il traffico passeggeri e merci attraverso misure quali:
-  il miglioramento dell'accessibilità (il target è l'ottanta per cento della popolazione al termine del programma a meno di un'ora da una stazione alta velocità); 
- la riduzione dei tempi di percorrenza;
-  l'aumento della capacità e della regolarità della circolazione, incrementando la resilienza delle infrastrutture;
- si favorisce la coesione territoriale lo shift modale verso sistemi di trasporto più sostenibili;
- si attenua l'impatto sociale ed economico della crisi;
- si sostiene la transizione verde digitale promuovendo con le opere ferroviarie una crescita sostenibile;
2. riduzione del gap infrastrutturale della mobilità locale: si sostiene la transizione verde digitale incrementando e rinnovando il parco autobus, la flotta dei treni adibiti al TPL e la flotta di navigazione di continuità territoriale con modelli più sostenibili sotto il profilo ambientale ( modalità elettrica, a metano idrogeno) a seconda della tipologia di segmentazione e della tecnologia disponibile, accelerando gli investimenti infrastrutturali e strumentali su impianti fissi e trasporto rapido di massa, così come il programma già realizzato dal Mit di due miliardi e mezzo già riconosciuti alle città capoluogo di provincia che hanno presentato i progetti, aumentando la sicurezza del trasporto pubblico ferroviario regionale e sviluppando la mobilità ciclistica e la mobilità alternativa;
3. Green port e logistica sostenibile: si propone di migliorare la resilienza del paese sostenendo la transizione verde digitale per promuovere la crescita sostenibile attraverso l'implementazione degli interventi per lo sviluppo di port e l'accessibilità portuale, la realizzazione del Piano nazionale con la ironing, la riconversione della flotta navale nazionale in chiave ambientale e innovativa, la sostituzione della modalità di trazione dei mezzi su gomma adibiti all'autotrasporto con modalità sostenibili, e il rinnovo dei locomotori e dei carri merci, la digitalizzazione del sistema logistico nazionale.
4. piano per la resilienza delle strade e delle regioni e degli enti locali per la coesione territoriale e il coordinamento con le aree interne del paese: si intende migliorare la resilienza del paese attraverso l'accelerazione e il completamento degli interventi stradali di competenza degli enti locali, l'innalzamento del livello di coesione territoriale e la valorizzazione delle aree interne, l'aumento dell'efficienza e soprattutto della sicurezza della rete con interventi di valorizzazione, con particolare riguardo ai ponti e ai viadotti, la conversione delle infrastrutture esistenti smart-road sostenendo la transizione digitale.
5. Piano nazionale della qualità dell'abitare: l'obiettivo di questo Piano nazionale è quello di ridurre il disagio abitativo e di provvedere ad utilizzare uno strumento che rigenera gli ambiti urbani particolarmente degradati e carenti di servizi in un'ottica di innovazione e sostenibilità green.
Pertanto si addiverrà alla rifunzionalizzazione di aree e spazi immobili pubblici e privati, al miglioramento dell'accessibilità della sicurezza dei luoghi urbani, all'incremento della qualità ambientale e della resilienza ai cambiamenti climatici anche con l'utilizzo di modelli e strumenti innovativi di gestione inclusione sociale welfare senza consumo di nuovo suolo, in coerenza con i principi e gli obiettivi della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. A riguardo ha segnalato che la scorsa settimana è stato sottoscritto il decreto attuativo.
6. modernizzazione dei collegamenti stradali statali immediatamente cantierabili: si migliora la coesione territoriale sia in ambito nazionale che europeo, concentrando gli investimenti dei collegamenti stradali sull'aumento della sicurezza e sull'efficienza delle connessioni; sì garantisce e si innalza la continuità e la resilienza dell'infrastruttura; si sostiene la transizione digitale e l'efficienza della sicurezza della rete, anche con gli interventi di smartroad.

Per quanto riguarda l'innovazione digitale nei trasporti, il ministero dei Trasporti intende perseguire la digitalizzazione dei trasporti attraverso alcuni progetti sperimentali specifichi come il Brenner "Digital Green Corridor", la realizzazione della piattaforma nazionale per i servizi digitali con sperimentazioni pilota di tecnologie per la cooperazione tra veicoli infrastrutture in realtà urbane individuate, il TPL 4.0 verde sicuro e promesso che creerà living Lab sperimentale nella città di Milano per le tecnologie innovative per il TPL, la formazione del personale che dovrà gestire tutte queste sperimentazioni, efficientamento energetico degli immobili pubblici di edilizia residenziale.

«Il sostegno che viene dall'Europa cambia il volto dell'Europa, per la prima volta gli Stati decidono di fare debito comune per una crisi generale», ha sottolineato in conclusione De Micheli. «Per noi come Italia – conclude - questa è un'opportunità unica e straordinaria, ci spetta una grande responsabilità, quella di fare buon uso dei fondi che riceveremo per non perdere credibilità in Europa ma soprattutto per consegnare ai nostri figli un paese più innovativo, equo e sostenibile».

Sul nuovo intervento sul Codice degli appalti, De Micheli ha detto che bisogna vedere se il lavoro che ha fatto il governo insieme al Parlamento nel decreto semplificazioni è un lavoro che produce effetti. Ha detto che le risulta che i primi effetti soprattutto sotto soglia si stiano già producendo. Crede che però c'è bisogno di «far atterrare le modifiche normative perché l'impianto del decreto semplificazioni ha talmente tante novità che non possiamo immaginare di continuare a modificarlo».

Sul tema dei commissari, l'articolo 9 del decreto semplificazioni modifica sia la procedura, elenchi e nomi che i poteri rispetto alla sblocca-cantieri (articolo 4), dunque fare un elenco di opere commissariate (che peraltro esisteva già con la stratificazione normativa precedente a marzo) avrebbe rappresentato un inutile appesantimento burocratico, pertanto «abbiamo deciso che il nuovo elenco delle opere commissariate, che ricomprenderà quelle già previste da norme precedenti, come il commissariamento della Milano-Venezia oppure della Napoli-Bari, consentirà al commissario già nominato di avere i nuovi poteri dell'articolo 9» (ndr: "piuttosto che" è stato sostituito con l'avverbio "oppure". Lasciando il "piuttosto che" si sarebbe affermato che al commissariamento della Napoli-Bari è preferibile quello della Milano-Venezia, cosa poco plaudibile. E se invece si fosse voluto affermare proprio questo? Nel dubbio, visto che usiamo il "piuttosto che" piuttosto male nel parlato, ho preferito correggere con "oppure", che suona decisamente meglio, in questo caso).

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