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18 maggio 2021, Aggiornato alle 18,30
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Infrastrutture

Porto di Trieste installa un cestino per le microplastiche

Posizionato sul Molo Fratelli Bandiera, si chiama Seabin ed è prodotto da due skipper australiani. Potrebbe rimuovere ogni anno fino a mezza tonnellata di "sacchetta"


Nel porto di Trieste arriva Seabin, il cestino che raccoglie le plastiche dal mare. L'Autorità di sistema portuale adriatica ha posizionato oggi questo particolare dispositivo che contribuisce a ridurre l'inquinamento dei mari causato dalla plastica. È prodotto da un paio di anni nel mondo da una società omonima australiana, fondata dagli skipper Pete Ceglinski ed Andrew Turton. 

Consiste in un cestino galleggiante per la raccolta dell'immondizia flottante. È posizionato a filo d'acqua, aspira l'acqua e può arrivare a raccogliere più di mezza tonnellata di rifiuti di questo tipo, non solo pezzi grandi e visibili come i mozziconi di sigaretta, per esempio, ma anche le microplastiche, quelle ingerite dai pesci e poi mangiate da noi che mangiamo i pesci. Il cestino è efficace soprattutto in aree come i porti dove i detriti e i rifiuti tendono ad accumularsi sempre negli stessi punti. 

Trieste ne ha installato uno al Molo Fratelli Bandiera, luogo di accumulo della cosiddetta "sacchetta". «Siamo consapevoli che Seabin da solo non può risolvere i problemi dell'inquinamento in mare ma può dare un contributo per la pulizia degli specchi acquei, tanto che stiamo valutando il posizionamento di un altro  dispositivo  nel porto», commenta il presidente dell'Adsp, Zeno D'Agostino.

Tag: trieste - ambiente