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15 novembre 2019, Aggiornato alle 12,42
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Logistica

Porto di Salerno, SMET: "Dazi e scarsi fondali condizionano i rotabili"

L'azienda logistica sottolinea che il traffico, chiuso col segno negativo nel 2018, è in recupero


Sono due i fattori che hanno influito sul calo del traffico ro-ro nel porto di Salerno. Uno contingente, la guerra commerciale dei dazi tra Stati Uniti e Cina (con effetti benefici da altre parti) e un altro strutturale: i dragaggi. Ne è convinto Domenico De Rosa, amministratore delegato del gruppo SMET, azienda fondata a Salerno settant'anni fa e leader a livello europeo nella logistica integrata. Secondo De Rosa le cose però vanno meglio di quello che sembra. «Nei primi due mesi dello scorso anno - spiega - il nostro porto ha perso in realtà il 16 per cento del suo traffico ro-ro. Il dato di chiusura, che si attesta sul meno 5 per cento, testimonia dunque che è già in atto quell'inversione di tendenza che ritengo proseguirà anche nel corso del 2019».

Secondo i calcoli dell'autorità di sitema portuale del Tirreno centrale, i rotabili sono calati del cinque per cento rispetto al 2017: alla fine del mese di dicembre erano state movimentate 7.730.023 unità tra automobili e mezzi pesanti contro gli 8.174.621 di unità del 2017.

Risultati che, secondo De Rosa, «sono riconducibili a una particolare contingenza geopolitica: la guerra dei dazi non ha certo favorito la libera circolazione delle merci e ha rallentato l'attività di esportazione da parte dell'industria manifatturiera. Per l'inversione di tendenza, che fortunatamente è già in atto, dobbiamo ringraziare la notevole capacità di visione e reazione del mondo imprenditoriale. A livello nazionale mi auguro che vengano al più presto portate a termine le grandi opere infrastrutturali, vitali per i trasporti e per tutti i settori produttivi del Paese». Oltre all'attivazione della Zona economica speciale, «attesa con fiducia dagli imprenditori e che darà un forte impulso all'economia reale, soprattutto in un Mezzogiorno che è strategico per lo sviluppo del Paese», ci sono i dragaggi da fare, la cui gara è partita da poco più di un mese, i quali «consentiranno al nostro scalo di ospitare navi di dimensioni sempre maggiori, cogliendo così le opportunità di un momento storico che vede l'armamento sempre più orientato al gigantismo navale».