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24 luglio 2021, Aggiornato alle 15,43
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Infrastrutture

Porto di Napoli, sospesa l'espansione di Levante

Annunziata stoppa la gara di allargamento del terminal container in costruzione: prima un confronto tra enti locali, parti sociali e cittadini. Le vicissitudini di un cantiere che va avanti da oltre vent'anni

La Darsena di Levante di Napoli in costruzione

a cura di Paolo Bosso

Nuovo stop allo sviluppo della Darsena di Levante del porto di Napoli. A metà febbraio il presidente dell'Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno Centrale, Andrea Annunziata, ha annullato tramite un provvedimento la delibera firmata a gennaio dal suo predecessore, Pietro Spirito, che indiceva una gara per un ulteriore allargamento del futuro terminal container di nuova generazione già in costruzione. «Bisogna che si consultino sui destini di quell'area i rappresentanti della Regione, del Comune, per parti sociali, i cittadini che vivono in un territorio difficile», ha spiegato ieri Annunziata al Corriere del Mezzogiorno. «Forse per fare in fretta - continua - quel confronto finora non c'è stato. Ecco il motivo della revoca del bando. Ripartiremo entro un paio di mesi con le idee più chiare dopo aver ascoltato tutte le componenti in gioco». La gara valeva circa 5,5 milioni di euro.

È l'ultimo atto di un cantiere che va avanti da oltre vent'anni e non riesce a trovare una forma definitiva. Dopo il fallimento del progetto Porto Fiorito, una darsena nautica all'altezza di San Giovanni il cui cantiere è stato inaugurato nel 2011 ma di fatto mai concluso, l'avvio dei dragaggi a ottobre 2017 ha inaugurato una nuova fase dopo anni di stallo (mentre va avanti un contenzioso tra gli imprenditori e l'Adsp per la risoluzione di Porto Fiorito). L'escavo dei fondali ha permesso di proseguire il tombamento delle banchine in costruzione e con esso le fondamenta. Successivamente, ad aprile scorso, è stato avviato uno studio di fattibilità da 2 milioni di euro per l'allargamento ora sospeso il quale, tombando lo spazio prima dedicato a Porto Fiorito, permetterebbe la realizzazione di una nuova stazione ferroviaria a San Giovanni a Teduccio con moduli da 750 metri, decisamente più competitivi sul mercato rispetto a quello che si potrebbe fare con le dimensioni attuali. Lo scopo è realizzare un terminal container che rispecchi maggiormente le esigenze di mercato, movimentando in potenza fino a due milioni di TEU l'anno. Autorità portuale campana e Rete Ferroviaria Italiana hanno avviato nel 2018 uno studio per capire come realizzare e a quali soggetti far gestire una stazione ferroviaria del genere, subito dopo la darsena Vigliena, vicino la centrale dell'Enel.

Per un maggior approfondimento sull'espansione della Darsena di Levante di Napoli, rimandiamo qui.

La complessità del contesto è dovuta alle necessità di espansione di un terminal container che si trova molto vicino a un'area metropolitana densamente popolata. Semplificando le istanze in gioco, c'è chi vorrebbe una spiaggia che riprenda il "miglio d'oro" del litorale vesuviano - anche se dovrebbe convivere in ogni caso con una preesistente attività industriale portuale legata soprattutto all'approvvigionamento di petrolio e gas - e chi vorrebbe un terminal container moderno, molto più grande di quello attuale, storicamente datato, che strozzerebbe lo sviluppo dei traffici. 

«Una darsena concepita 25 anni fa e lunga 640 metri non è coerente con le dimensioni del porto di una città come Napoli. Per questo avevo emanato il bando per ampliare la darsena fino a un chilometro, una dimensione necessaria per ospitare almeno tre navi», ha detto Spirito commentando la decisione di Annunziata.