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Porto di Napoli
16 novembre 2018, Aggiornato alle 11,30
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Porto di Napoli lancerà  gara per deposito gas

Tra qualche settimana l'autority avvierà un bando per uno  storage  costiero di LNG da realizzare a Levante. Spirito: "Da Edison l'offerta migliore ma vorrei una cordata"


di Paolo Bosso

L'Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno centrale lancerà nelle prossime settimane un bando per realizzare un deposito costiero di gas naturale liquefatto (LNG) nel porto di Napoli, forte di una manifestazione d'interesse lanciata all'inizio dell'anno. «La proposta più interessante è quella di Edison ma comunque sia lanceremo una gara nelle prossime settimane. Vorrei che quelli che hanno manifestato interesse si presentassero insieme», afferma il presidente dell'Adsp, Pietro Spirito, nel corso dell'assemblea Assocostieri tenutasi a Napoli martedì.

Le partecipazioni arrivate all'authority sono in tutto 17: ButanGas, Confapi Napoli, De Biase, Edison, Energas, Engie, Galdieri, Italcost, Higas, Kuwait Petroleum, Liquigas, Marine Service, Maxcom Bunker, Snam, So.De.Co., Sofregaz, Wartsila Italia. Napoli è uno degli otto porti indicati dal Piano Energetico Nazionale dov'è prevista la realizzazione di un deposito di stoccaggio di LNG, all'indomani della ricezione della direttiva europea DAFI del 2014. Chi realizzerà la struttura dovrà aver già disegnato, realizzato o gestito impianti del genere. Dovrebbe costare, secondo i calcoli dell'Adsp, tra i 40 e i 70 milioni, a seconda del tipo di struttura e l'authority lo preferirebbe galleggiante.

Il nuovo mercato dell'LNG

L'LNG è un carburante pulito e non adoperato in modo massivo. Considerando che nel 2020 entreranno in vigore nuove stringenti normative mondiali sulle emissioni delle navi mercantili, gli analisti prevedono una crescita esponenziale di questo prodotto, anche se gli armatori italiani ne prevedono una crescita progressiva. Semmai, quindi, nascerà un mercato strutturato dell'LNG, esso determinerà due cose: una nuova filiera commerciale (trasporto, distribuzione e vendita) e nuove campagne ambientaliste. «Per Napoli l'inquinamento del porto proviene da due fattori: i camion in movimento nella zona del centro storico, vicino l'autostrada, e le navi attraccate in porto», spiega Spirito. 

«Come Paese arriviamo un po' tardi», continua Spirito. «Barcellona ha già un deposito di gas naturale liquefatto. Il nordeuropa è attrezzato. Presto navigheranno le prime navi a gas. Iveco sperimenta il bi-fuel».

Lo studio di pre-fattibilità per il deposito a Napoli, realizzato - dall'Adsp con il dipartimento di aggregazione del DIII e del DICDEA dell'Università della Campania - prevede un cantiere tra i 3 e i 5 anni di durata. Il luogo più idoneo è tra la darsena Petroli e la darsena Pollena, lungo il molo Vigliena di Ponente con attracco a Levante. Avrà una capienza tra i 10 e i 20 mila m³ (5/10 mila tonnellate circa), sulla media delle economie di scala che approdano a Napoli, e servirà principalmente come distributore per i camion a gas - un mercato sempre più importante in Nord Europa con Iveco primo sperimentatore -, secondariamente anche per le navi che utilizzano il gas come combustibile. Non è previsto un distributore per le utenze domestiche/industriali o per la generazione di corrente tramite il boil off gas, cioè la rigassificazione. Il prodotto, si legge nello studio di pre-fattibilità realizzato dall'Adsp, sarà distribuito via gomma con cisterne da minimo 40 m³ o via mare con bettoline da 1,000 m³. L'impianto può essere "a isola" o prevedere il collegamento a una rete esterna.