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23 settembre 2020, Aggiornato alle 16,37
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Porto di Napoli al lavoro sulla viabilità. Aspettando i dragaggi

Il segretario dell'Adsp Messineo incontra gli autotrasportatori. Lunedì dovrebbe pronunciarsi la commissione gara per l'avvio dei lavori di escavo dei fondali


di Paolo Bosso

Lunedì prossimo, informa Pietro Spirito, presidente dell'Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno centrale, la commissione gara per i dragaggi dovrebbe pronunciarsi per i lavori di approfondimento dei fondali dello scalo di Napoli. Sono 12 le imprese in gara, su 21 manifestazioni di interesse. «Al momento stiamo controllando le offerte anomale, per lunedì prossimo ci aspettiamo di assegnare la gara», spiega Spirito. Quindi, se tutto va bene, e si spera, al netto di ricorsi al TAR da parte dei perdenti, i dragaggi del porto di Napoli potrebbero iniziare a luglio.

Ai lavori di dragaggio seguiranno, a cascata, tanti altri interventi importanti, come per esempio quelli sulla viabilità. Niente di rivoluzionario, e neanche a breve termine, piuttosto un lavoro di progettazione più solido del passato, quello contenuto in un "Grande progetto" che negli anni si è scontrato con parecchi limiti, istituzionali prima di tutto, e oggi riparte dalla variazione di bilancio 2016 dell'authority, approvata dal governo a settembre dello stesso anno che ha sbloccato 140 milioni di euro in fondi "euroregionali" per gli anni 2015-2020. La lista è ricca e gli operatori portuali la sanno a memoria: dragaggio dei fondali del porto, collegamenti viari e ferroviari al terminal di Levante, secondo lotto del nuovo sistema fognario, bonifica dei fondali dagli ordigni bellici, rilevamento di reperti archeologici, restauro dell'edificio Immacolatella Vecchia.

Gli autotrasportatori del porto di Napoli, rappresentati dal coordinamento Fai, hanno incontrato mercoledì il segretario dell'Autorità di sistema portuale, Francesco Messineo. Oggetto dell'incontro le condizioni della viabilità all'interno dello scalo, in particolare per i mezzi pesanti. Gli autotrasportatori sono i primi a pagare i lavori in corso, i tratti in pessime condizioni, i sensi alternati, i quali mettono in difficoltà a catena tutta la viabilità della zona, condizionata da una struttura urbana già compressa. «Il progetto per la nuova viabilità era fermo da circa un anno e mezzo», spiega Messineo. «Lo abbiamo ripreso non limitandoci ad assegnare i lavori all'impresa ma impegnandoci a trovare variazioni migliorative, per esempio cercando di eliminare i colli di bottiglia». «Non ci stiamo limitando a portare avanti le scartoffie – continua -, portiamo avanti procedure, tenendo conto che bisogna correre per spendere i soldi. Quello che hanno gradito gli autotrasportatori è la nostra volontà di tenerli aggiornati. Abbiamo aperto un tavolo». Un'altra opera propedeutica ai dragaggi è quella della darsena di Levante, in progetto da decenni e che richiede, appunto, fondali con una certa profondità per essere ultimata. Ad essa seguirà una viabilità ampliata e ammodernata – l'Adsp tirrenica sta studiando anche la possibilità di realizzare un viadotto - con un allaccio stradale che dal varco Bausan porti fino ai terminal container.