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04 dicembre 2020, Aggiornato alle 21,47
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Politiche marittime

Porto di Gioia Tauro, screening a tappeto per contrastare i contagi

Lo ha deciso l'autorità portuale, che invita terminalisti e imprese a fare lo stesso ai propri dipendenti. Dati che poi passeranno all'Asl di Reggio Calabria per una prima analisi

Il bacino di ingresso del porto di Gioia Tauro

Screening a tappeto, cominciando con i dipendenti pubblici e proseguendo con tutti i dipendenti del terminal container e delle imprese portuali. Lo chiede l'Autorità portuale di Gioia Tauro di fronte all'aumento dei contagi da Covid nella piana calabrese, seguendo «con la massima attenzione le preoccupazioni che i lavoratori e le organizzazioni sindacali stanno manifestando intorno ad un possibile incremento dei contagi da Covid-19». 

L'authority portuale guidata dal Commissario Andrea Agostinelli ha invitato i terminalisti e tutte le aziende che operano in porto ad effettuare i tamponi ai propri dipendenti. Nei giorni scorsi è stato convocato il Comitato dell'ordine e della sicurezza per fare il punto della situazione, nel corso della quale è stato deciso uno screening dell'intera area portuale, così da capire come intervenire sulla diffusione dei contagi. Si tratterebbe di una prima raccolta dati, che passerebbero poi al Dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, come è stato sottolineato oggi nel corso di una riunione tra Agostinelli e i funzionari dell'Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) di Gioia Tauro, Giuseppe Zampogna e Alessia Stilo.    

«Obiettivo dell'Autorità portuale è quello di garantire la continuità delle attività lavorative dello scalo, assicurando però le necessarie condizioni di massima sicurezza degli ambienti di lavoro, così come richiesto dalle linee guida e dai successivi protocolli adottati in materia di contenimento della diffusione del nuovo Coronavirus», spiega l'authority in una nota.