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26 novembre 2022, Aggiornato alle 18,56
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Politiche marittime

Porto di Civitavecchia, Corte dei Conti contesta aumenti di stipendio

Avviati nel 2017 durante la presidenza Monti, e proseguiti "per inerzia" durante quella di di Majo e Musolino, il danno erariale ammonterebbe a 1,49 milioni di euro

Forte Michelangelo, porto di Civitavecchia (Joe Pitha/Flickr)

La Corte dei Conti del Lazio ha invitato l'Autorità di sistema portuale del Tirreno Centro Settentrionale, ovvero il porto di Civitavecchia, a fornire chiarimenti per una serie di interventi negli anni passati che hanno portato a un aumento complessivo degli stipendi dei dipendenti per 1,49 milioni di euro.

Il grosso degli aumenti è avvenuto tra ottobre 2017 e dicembre 2020, durante la presidenza di Pasqualino Monti, per un totale di 1,06 milioni, seguono aumenti sotto la presidenza di Francesco Maria di Majo (55,500 euro) e dell'attuale presidente Pino Musolino (68,572 euro). Per Monti la Corte parla di «condotta commissiva», mentre per gli ultimi due presidenti di «condotta omissiva». In altre parole, gli aumenti sono stati avviati durante la presidenza Monti e proseguiti «per inerzia», senza essere stati interrotti, durante gli altri due mandati. 

«Pur rappresentando danno erariale l'intero ammontare delle indennità ad personam erogate in dispregio ai canoni di trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa – scrive la Corte dei Conti del Lazio - si limita la richiesta risarcitoria all'ammontare delle indennità indebitamente erogate nei quinquennio anteriore alla notifica dell'invito a dedurre e si attribuisce pro quota il suddetto pregiudizio ai presunti responsabili in base alla gravità della rispettiva colpa, secondo le regole della responsabilità parziaria».

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